Una biologa, una psicologa, un’antropologa e una topografa, sono i quattro membri della spedizione tutta al femminile inviata ad indagare l’Area X, misterioso territorio isolato al di là del confine. Una struttura a forma di torre incassata nel terreno incuriosisce le scienziate: sulle mappe non è stata registrata la sua presenza. Possibile che nessuna delle spedizioni precedenti l’abbia notata? L’esplorazione dell’Area X comincia proprio da lì, con un’inquietante discesa nel profondo dei segreti di una terra che non risponde a nessuna logica.

Annientamento è il primo volume di una serie intitolata The Southern Reach, reso in italiano come Trilogia dell’Area X. Il romanzo è una commistione di generi: fantascienza, fantasy e horror. L’autore Jeff VanderMeer lo definisce New Weird, un tipo di letteratura che tra le sue caratteristiche ha quella di ricorrere ad ambientazioni strane e originali.
La pesante atmosfera dell’Area X è descritta in modo efficace, tanto che il lettore se ne sente oppresso fin da subito. Per i primi due capitoli però le cose procedono con lentezza e la storia fatica a ingranare. Una volta scaldato il motore, il resto fila via che è un piacere. Veniamo a sapere che quella di cui stiamo leggendo il resoconto non èla prima spedizione ad avventurarsi oltre il confine, che nessuna delle altre ha mai fatto veramente ritorno e che l’agenzia governativa Southern Reach continua a inviarvi professionisti ben addestrati.
Nel corso dell’intero romanzo le quattro donne sono indicate soltanto attraverso la loro qualifica professionale; persino della biologa, che si erge a voce narrante, si ignora l’identità. È una scelta curiosa, abituati come siamo a personaggi che avendo nome e cognome ci paiono più reali. Qui l’assenza di nomi propri è il primo campanello d’allarme: ci informa che, malgrado le apparenze, nessun essere umano, non le quattro scienziate e non i membri delle precedenti dieci spedizioni, sono i protagonisti del racconto che ci accingiamo a leggere. Al contrario, la biologa sceglie per le entità che popolano l’Area X sostantivi che, scritti con la lettera maiuscola, diventano nomi a tutti gli effetti: Scriba, Torre… La stessa Area X pare dotata di personalità.

L’intero romanzo ruota attorno al tema della natura che si rivolta all’uomo e lo fagocita. Un’idea che la bella copertina di Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, sintetizza in modo efficace.
Il conflitto uomo-natura non è cosa nuova: ha attraversato la storia della letteratura in tutte le declinazioni possibili, da Leopardi a Michael Crichton. VanderMeer lo traduce in una lotta impari. L’uomo, anzi, le quattro scienziate, hanno già perso in partenza perchéincapaci di comprenderne i meccanismi. Un modo inconsueto di reinterpretare un tema su cui tanto si èdetto e scritto.
Questo e la fluidità dello stile fanno di Annientamento un bel romanzo. Eppure qualche pecca c’è.
A mio modo di vedere, si tratta soprattutto di problemi narrativi, primo fra tutti l’assenza di veri colpi di scena, che porta il lettore a capire ben prima della protagonista (la biologa) come stanno le cose, senza poi avere il piacere di venire smentito o sorpreso dal finale.
Per dare credibilità al personaggio della biologa (che, non dimentichiamolo, sta raccontando in prima persona la sua esperienza), VanderMeer affronta ogni elemento della trama secondo un’ottica pseudoscientifica. Ciò nonostante, molte questioni, per nulla secondarie, rimangono inspiegate.

È vero che in un romanzo con questo tipo di approccio non spiegare la dinamica delle cose può essere una precisa e significativa scelta narrativa, eppure in questo caso, una volta arrivata alla fine del libro, mi sono sentita come deprivata di qualcosa. L’Area X altera le leggi fisiche, trasforma gli esseri viventi. Questo è chiaro. Meno comprensibile è il perché.La ribellione della natura sembra non avere un significato oltre a quello di un sistema biologico “alieno” che agisce secondo le regole che gli appartengono. Le cose sono così e basta. Ma a quel punto per me è diventato difficile anche vedere un messaggio, una morale che vada al di là della bellezza straniante delle immagini descritte. Non fosse per questo senso di incompletezza, probabilmente avvertito soltanto da me e forse colmabile con la lettura dei successivi due volumi della trilogia, Annientamento sarebbe un romanzo godibilissimo anche da solo.

Online stanno circolando le prime indiscrezioni riguardo un adattamento cinematografico che, almeno a quanto si dice, coinvolgerebbe nomi importanti e promettenti: alla regia Alex Garland e Natalie Portman, Julianne Moore, Tilda Swinton tra i membri del cast. Tutto da confermare ovviamente, ma i presupposti per un buon film ci sono.
Lo ammetto, per una volta la trasposizione cinematografica mi incuriosisce piùdel libro stesso. La Torre, lo Scriba, il villaggio abbandonato, la spiaggia, il faro… tutte le immagini evocate dalla prosa di VanderMeer sono fatte per prendere vita sul grande schermo.