LAVORANDO INTELLIGENTEMENTE SULLA PARANOIA ATOMICA DEL PERIODO, GORDON DOUGLAS FIRMA UN B-MOVIE ADULTO E BRILLANTE, ANGOSCIOSO E DOTATO DI SPLENDIDI EFFETTI SPECIALI.

Aperto da una serie di sequenze memorabili, con protagonista una bambina in stato di shock, Assalto alla Terra è uno dei film di fantascienza più geniali e inquietanti degli anni 50. Lavorando intelligentemente sulla paranoia atomica del periodo, Gordon Douglas firma un B-Movie adulto e brillante, angoscioso e dotato di splendidi effetti speciali. Ma a colpire è, soprattutto, un copione credibile e appassionante fino alla fine, sorprendente e ricco di spunti degni di nota. Un cult a tutti gli effetti, che non si dimentica facilmente.

«Eccole!… Eccole!…» («Them!… Them!…» in originale, da cui il titolo originale della pellicola) sono queste le parole che il dottor Harold Medford sente ripetere da una bambina che è stata trovata in stato confusionale da due agenti di polizia nei pressi di una casa inspiegabilmente distrutta. Medford con la figlia Patricia ed un agente del FBI inizia ad indagare e scopre in quella zona, che è stata teatro di esperimenti nucleari, alcune strane impronte, un negozio fracassato, ed altri morti ancora… responsabili dei disastri sono formiche che hanno assunto dimensioni gigantesche per effetto delle radiazioni atomiche. La guerra contro le formiche verrà combattuta con bazooka, bombe al cianuro, lanciafiamme e fiamme ossidriche dopo che la loro tana sarà stata individuata nei cunicoli del sistema fognario di Los Angeles.

«…con lʼavvento dellʼera atomica lʼuomo è entrato in un nuovo mondo e ciò che lo attende in questo nuovo mondo, nessuno può prevederlo.»
– professor Harold Medford

Siamo nel 1954. Nove anni dopo quel 6 Agosto 1945, quando venne sganciata la prima atomica, sulla città di Hiroshima. Parlando del periodo, si cita molto spesso la paura nucleare, che sembra venir fuori dai televisori dell’epoca, come un elemento di stile. Ma mai come in questo caso è importante per capire tutto ciò che c’era dietro alla mentalità dell’epoca, soprattutto americana. Delirio di onnipotenza, paranoia che l’URSS potesse restituire agli Stati Uniti il dovuto, con gli interessi. Nove anni non sono nulla, pensateci. Non è un tempo sufficiente per assorbire uno sconvolgimento sociale così grande. Si era usciti dalla seconda guerra mondiale con l’urlo di un’intera città (che poi divennero due intere città), non essendo bastata Guernica, un modo per sublimare, in peggio, la vergogna di un conflitto che già aveva causato milioni di morti. Ecco, noi che ce ne stiamo tranquilli a guardare la guerra in TV come se non dovesse mai sfiorarci, non potremo mai capire. Non del tutto.

E il cinema di fantascienza applicava la variante fantastica alla vera paura della fine, la metteva in scena coi mezzi dell’epoca, di un’industria milionaria sempre più delineata e… americana. Serviva anche a esportare quell’american way of life all’estero, soprattutto in Giappone. Dove, per paradosso, si possono ancora trovare gli individui più fanatici della cultura pop americana del primo dopoguerra. Per dirne una, i maggiori collezionisti di jeans Levi’s sono giapponesi. Quando si dice conquistare una cultura, in ogni senso. Spaventoso e affascinante al tempo stesso. Ma non divaghiamo, parliamo, appunto, di metafore.

Primo film della storia sul tema delle radiazioni atomiche e icona del cinema di genere fantascientifico degli anni 50, Them! (il trailer originale del film recitava: «Terror… Horror… Excitement… Mystery!», ovvero THEM), rititolato in italiano Assalto alla Terra, diretto da Gordon Douglas (regista di una miriade di pellicole di diverso genere) e sceneggiato da Russell S. Hughes e Ted Sherdeman, è anche uno dei film che hanno maggiormente influenzato altri b-movie sullo stesso tema/genere, come Radiazioni BX: distruzione uomo o Tarantola, o ancora il più recente Arac Attack – Mostri a 8 zampe (ma gli rende omaggio anche lo stesso Cloverfield), e ha finito addirittura per ispirare una serie di videogiochi. Nello stesso periodo, sulle rive opposte del Pacifico, in un Giappone appena risollevatosi dalla catastrofe nucleare, il cinema desse vita a Godzilla, anche lui prototipo di un’interminabile serie di mostri pseudopreistorici. Nè si può dimenticare che all’inizio del decennio successivo, le paure legateall’atomo avrebbero colpito l’immaginario di un certo Stan Lee, che leavrebbe trasferite in alcune delle sue più celebri creazioni: un ragno, stavolta di dimensioni consuete, ma pur sempre radioattivo, avrebbe conferito poteri fenomenali a Peter Parker, mentre uno scienziato colpito dalle radiazioni di un’esplosione nucleare avrebbe liberato la sua rabbia repressa nella forma del gigantesco Incredibile Hulk, per non parlare degli X-Men, persone all’apparenza “normali” i cui poteri sono conferiti damutazioni genetiche (anch’esse possibile conseguenza delle radiazioni). Insomma, nel suo genere Assalto alla Terra è un apripista, che ha continuato a influenzare il cinema, e non solo, anche in tempirelativamente recenti (ad esempio, nel citato Arac Attack – Mostri a 8 zampe, in una sequenza del quale si intravede proprio Assalto alla Terra trasmesso in televisione).

Avvalendosi del giusto afflato di tensione e dell’esatto messaggio di critica sociale, Assalto alla Terra è un incubo pieno sotto la luce del sole, dove gli effetti speciali, efficaci ancora oggi, sono fra gli elementi più da apprezzare, seppur realizzati con ristrettezza di mezzi, nell’ottica dei film di genere dell’epoca. E non poteva esserci creatura migliore della formica, che in virtù della sua organizzazione si rivela uno fra gli esseri più minacciosi partoriti dalla fantasia dell’ottimo team di addetti agli effetti speciali. Con la giusta dose di azione, un’ironia ben controllata, una fotografia d’indubbio valore artistico e un cast del tutto credibile in preda al panico generale, Assalto alla Terra non ha perso nulla del suo smalto originario.

Un film che peraltro funziona anche in quanto tale, a partire dalla sequenza iniziale: la bambina che vaga in stato di shock, per il deserto, più che la reduce da un attacco di formiche giganti, sembra essa stessa la sopravvissuta di un olocausto nucleare. La parte migliore del film è forseproprio la prima, con la suspence creata in attesa di porre lo spettatore davanti ai mostri; in seguito il film si snoda all’insegna delle modalità tipiche del genere. Non male per l’epoca gli effetti speciali, a base di formiche meccaniche (realizzate in grandezza naturale, erano portate in scena mediante dei carrelli e, antenne e zampe, venivano mosse dei di fili), che fecero conquistare al film una nomination agli Oscar per i migliori effetti speciali.

A dirigere il film Gordon Douglas, che sapeva indubbiamente dove  mettere le mani, uno di quelli che si definirebbero artigiani, la cui carriera, cominciata all’inizio degli anni 30, si è protratta fino alla seconda metà degli anni 70, toccando praticamente tutti, o quasi, i generi, con una predilezione per il cinema bellico (peraltro Assalto alla Terra resta praticamente un unicum, il regista non è poi tornato a lavorare contematiche fantascientifiche). Nel cast si segnala soprattutto James Whitmore (il poliziotto, eroe chesi sacrifica alla fine del film), che in seguito avrebbe intrapreso una più che discreta carriera di caratterista; in Italia godè di una particolare notorietà negli anni 70 quando interpretò la serie televisiva Tony e il Professore. Tra gli altri protagonisti, l’unico che in seguito ha conquistato una certa fama è stato James Arness, protagonista a cavallo tra gli anni 60 e 70 delle serie TV western Gunsmoke eAlla conquista del West. La sceneggiatura è molto meno banale della maggior parte dei film dell’epoca, buoni i dialoghi e i personaggi sono tanto ben caratterizzati da essere diventati in qualche caso una sorta di stereotipo. Il professor Harold Medford (interpretato da Edmund Gween) ad esempio è il classico scienziato simpatico e bizzarro che vedremo in tanta fantascienza degli anni successivi. Nel film ci sono due brevi apparizioni di Fess Parker e Leonard Nimoy, ancora, al tempo, semisconosciuti.

La pellicola ha avuto anche un paio di omaggi musicali di un certorilievo: il titolo originale, Them!, è stato usato, senza punto esclamativo, per il nome della prima band di Van Morrison, uno dei giganti del folk-rock irlandese, mentre i punkettari Misfits gli hanno dedicato un pezzo nel loro disco Famous Monsters del 1999; per finire non si può non ricordare come le formiche giganti vengano periodicamente riutilizzate come nemico da abbattere nei videogames.

Attacco alla Terra nelle intenzioni, doveva essere un film in 3D e doveva anche essere a colori. Ma le beghe di produzione esistono oggi come allora, quindi niente colori, a parte il rosso scarlatto del titolo, e una pessima opinione della figura onnipotente del “produttore”. Un uomo coi soldi che spadroneggia sull’arte. Conflitti all’epoca ancora romantici. Ma non deve stupire, negli anni 50, se non si aveva a che fare con Humphrey Bogart e Lauren Bacall, il cinema di genere, fantascienza e horror soprattutto, era serie B. Non parliamo poi di ciò che poteva capitare una volta venduto il film all’estero: si perdeva ogni controllo. Così in Italia Patricia “Pat” Medford (Joan Weldon) divenne una nostrana Patrizia, come a rievocare una Sofia Loren alle prese con formiche giganti nel deserto americano. In Svezia, invece, assunse lo spettacolare titolo di Spindlarna, ovvero I Ragni. Ma invece erano sempre formiche. Una approssimazione oggi intollerabile, ma che all’epoca era la norma, per non citare la disparità di contenuto tra locandine e film, con le prime che spesso mostravano contenuti action che mai la tecnologia dell’epoca avrebbe potuto garantire. Pubblicità ingannevole, sì. Ma non era ancora l’epoca della causa facile.

La barbarie provocata dalle formiche, benché il finale sembri riportare tutto o quasi al consueto ordine umano, non fa comunque ben sperare lo scienziato di turno. Il punto interrogativo di un pianeta che utilizza la bomba atomica è grande quanto una di quelle formiche, vittime dell’esplosione che ha generato radiazioni letali. Il monito finale del professor Medford, sull’uomo che, avendo scoperchiato l’atomo, ha di fatto scoperto un nuovo mondo sconosciuto, che sublima il percorso compiuto dal film: attacco-scoperta-presa di coscienza-contrattacco-finale, che diventerà percorso universale della fantascienza, almeno quella fantascienza che, come aspirazione massima, vuole combattere i mostri. Combattere i mostri, come facevano gli eroi greci. I mostri erano prove messeci di fronte dagli dei. Non avevano coscienza, non erano degni di essere salvaguardati, erano avversari, nemici. Era noi o loro. E con la stessa fredda consapevolezza di essere coloro che hanno il dominio sugli elementi, in Assalto alla Terra vengono azionati i lanciafiamme, sulla regina delle formiche, e sulle sue uova, estinguendo per sempre la minaccia. L’atomo e il potere che ne deriva non sono vietati all’uomo, che deve riscrivere la propria morale di pari passo con l’evoluzione; la cosa essenziale, di questo percorso, è essere preparati all’ignoto. Perché ogni conoscenza ha un prezzo.

Un monito che, sulla base primaria di un film costruito essenzialmente per intrattenere, ancora oggi non può lasciare gli spettatori indifferenti.

Credits

Titolo originale: Them! – Paese di produzione: USA – Anno: 1954 – Genere: fantascienza – Durata: 94′ – Regia: Gordon Douglas – Sceneggiatura: Russell S. Hughes, Ted Sherdeman – Fotografia: Sidney Hickox – Montaggio: Thomas Reilly – Scenografia: Stanley Fleischer – Musiche: Bronislau Kaper – Produzione: David Weisbart.
Cast: James Whitmore: Ben Peterson (Nino Pavese) – Edmund Gwenn: Harold Medford (Mario Besesti) – Joan Weldon: Patricia Medford (Renata Marini) – Onslow Stevens: Robert OʼBrien (Giorgio Capecchi) – James Arness: Robert Graham (Stefano Sibaldi).

In collaborazione con LatitudineZero – visioni mediatiche e realtà oniriche