UNO STRANO E INTERESSANTE INCROCIO TRA UNA GANGSTER STORY, UNA SPY STORY E UN KAIJU EIGA, DIRETTO DA ISHIRO HONDA.

Uscito recentemente in Italia sul mercato home video (edizione Pulp Video), Dogora – Il mostro della grande palude è un incrocio tra una gangster story, una spy story e un kaiju eiga. Le commistioni di generi sono tipiche della cinematografia giapponese: negli anni 60 le storie di gangster divennero popolarissime, riproponendo gli stereotipi hollywoodiani degli anni 30 come anche le spy story, genere molto in voga in quegli anni dopo il grande successo della trasposizione cinematografica dei racconti di Ian Fleming su James Bond, piccola caratteristica che apparirà in altri kaiju eiga a venire.

Le meduse aliene giganti Dogora giungono sulla Terra alla ricerca di carbonio, loro unica fonte di sostentamento. La storia si sviluppa su due piani, la lotta per il predominio del mercato tra ricettatori di diamanti e lʼinsidia degli invasori spaziali. Le Dogora sono particolarmente allettate dai diamanti, provvisti di struttura carbonica. In un primo momento gli alieni si manifestano con strani fenomeni magnetici, per poi uscire allo scoperto, ingozzandosi di ogni risorsa carbonica del pianeta e causando disastri nei centri abitati come nelle aree industriali. Ma la tecnologia terrestre prevarrà e le creature saranno annientate con uno speciale cannone spara-tossine (molto simile al Markalite utilizzato ne I Misteriani, 1957).

SOS from Earth. It devours buildings and people.
– tagline edizione USA

Regia ed effetti speciali sono degli onnipresenti Ishiro Honda e Eiji Tsuburaya, che in questa pellicola non realizza i mostri tramite tute indossate: per le colossali meduse volanti ricorse alla sua abilità negli effetti ottici creandole esclusivamente mediante animazioni e sovrimpressioni, con ottimi risultati. La direzione di Honda è questa volta leggermente stereotipata, forse condizionata dal dover realizzare una pellicola in stile anglosassone. Sono infatti numerose le citazioni forzate, il che stona in una cinematografia, come quella nipponica, non abituata a imitare i modelli occidentali.

Tra le star troviamo Jun Tazaki (Atragon, 1963), Eisei Amamoto (King Kong, il gigante della foresta, 1967) e il bravo Susumu Fujita. Un ruolo degno di nota è quello di Jackson, interpretato da Robert Dunham, già apparso in una piccola parte in Mosura (1961) e in Tanin No Kao (1966); in seguito interpreterà il capitano Martin ne Il fango verde (1968) e vestirà i ridicoli panni dellʼimperatore di Seatopia nel tredicesimo film di Godzilla Ai confini della realtà (1973). Dunham dopo aver preso parte alla guerra di Corea nella Marina USA, si stabilì in Giappone, dove lavorerà per diverse case di produzione, come pilota stuntman. Inoltre per 12 anni anni gareggiò per la Toyota e la Datsun. Innamorato del Giappone e conoscitore della lingua, lavorò come reporter per svariate riviste automobilistiche americane.

Infine due piccole curiosità riguardanti lʼedizione italiana. La prima è lʼadattamento del titolo italiano. Come al solito gli adattatori nostrani ci propinano un “mostro della grande palude” quando nel film, della “grande palude” non cʼè nessunissima traccia. Il titolo originale è Uchu Daikaiju Dogora, letteralmente “il mostro gigante spaziale Dogora”: non andava bene una semplicissima traduzione letterale senza scomodare inesistenti location? La seconda è sul poster apparso nei nostri cinema al momento dellʼuscita in sala: troviamo un Gojira minaccioso che sovrasta le rovine di Tokyo… In maniera reiterata, a distanza di ventʼanni, la Video Più Entertaiment ripropose il film copertinando la videocassetta VHS con una bella foto di scena tratta da Godzilla contro i giganti…

Credits

Titolo originale: 宇宙大怪獣ドゴラ, Uchu Daikaiju Dogora (“Il grande mostro spaziale Dogora”) – Paese di produzione  JAP – Durata: 83’ (Eastmancolor, Tohoscope) – 11 agosto 1964 – Produzione: Tomoyuki Tanaka – Regia: Ishiro Honda – Sceneggiatura: Shinichi Sekizawa – Fotografia: Hajime Koizumi – Musica: Akira Ifukube – Suono: Toho Recording Centre – Effetti sonori: Hisashi Shimonaga, Toho Sound Recording Centre – Effetti speciali: Eiji Tsuburaya – Fotografia effetti speciali: Teisho Arikawa, Motonari Tomioka – Direzione artistica effetti speciali: Akira Watanabe – Luci effetti speciali: Kuichiro Kishida – Fotografia ottica: Yukio Monoda, Yoshiyuki Tokumasa, Sadao Iizuda – Assistente regia effetti speciali: Teruyoshi Nakano – Manipolazione scene: Fumio Nakadai
Cast. Ispettore Komai: Yosuke Natsuki (Carlo Sabatini) – Mark Jackson: Robert Dunham (Marcello Tusco) – Kirino: Hiroshi Koizumi (Roberto Herlitska) – Musiyo: Yoko Fujiyama – capo ispettore: Jun Tazaki (Aldo Barberito) – gangster corpulento: Yoshibumi Tajima (Sergio Fiorentini) – Eiji: Eisei Amamoto – generale Iwasa: Sususmu Fujita – donna gangster: Akiko Wakabayashi, Mie Hama – ladro di banche: Seizaburu Kawazu – scienziato: Nobuo Nakamura – assistente dello scienziato: Keiko Sawai.
Edizione USA: Dogora The Space Monster. Esclusività: American International Television (AIP-TV); produttori esecutivi: James H. Nicholson, Samuel Z. Arkoff; supervisione postproduzione: Salvatore Billitteri; regsitrazione: Titra Sound Studios; sviluppo: Pathé; 90 minuti; distribuzione: 1964.
Edizione italiana: Dogora, il mostro della grande palude. Esclusività: DEA Cinematografica. 80 minuti. Distribuzione: 1971. Esclusività home video: Doro TV, Video Più, Pulp Video.

In collaborazione con LatitudineZero – visioni mediatiche e realtà oniriche