Tra ucronie e utopie – FantascientifiCast 005

FSC005
Siete in cerca di splendide utopie o di ucronie a voi favorevoli? Siete capitati nel posto e nella linea temporale giusta: questo è FantascientifiCast!

Puntata 005. Sul ponte di comando Paolo Bianchi e Omar Serafini. Ci terranno compagnia Alessandro Martellotta; Sonia Ciampoli; dal cyber-studio della nave Resurrection, il CylonProf Massimo De Santo e dopo un fallito (speriamo…) tentativo di assimilazione, Alberto Macaluso (3/4 di 2, terziario aggiunto dell’Unimatrice Mondo Nerd). Ancora novità, conferme e graditi ritorni in questa puntata. Come ormai di consuetudine digitiamo i 7 simboli dell’indirizzo sul DHD ed attraversiamo lo Stargate!

  • [00:02:29] Fil rouge. Ecco una nuova rubrica di FantaScientificast che cercherà di accomunare con un metaforico “filo rosso”, un legame  fantascientifico apparentemente poco visibile, ma essenziale, fra diverse opere artistiche. Per il debutto di questa rubrica, Alessandro ci parlerà delle affinità che legano il film giapponese Latitudine Zero (titolo originale: Ido Zero Daisakusen) di Ishiro Honda (1969), il film per la televisione statunitense Il Golia attende (titolo originale: Goliath awaits) di Kevin Connor (1981) ed il videogame australiano-statunitense BioShock (2007).
  • [00:20:54] Kelly watch the stars. Nella sua rubrica dedicata al lato Rosa della fantascienza, Sonia, prendendo spunto dalla visione del capolavoro di Fritz Lang Metropolis (1927), ci condurrà in un excursus che analizzerà l’evoluzione della figura femminile nel cinema fantascientifico dall’opera simbolo del cinema espressionista (e universalmente riconosciuta come modello di gran parte del cinema fantascientifico moderno) ai giorni nostri.
  • [00:38:15] Bar di Prora. Gradito ospite del nostro olo-locale è Daniel Valentin Simion, autore de Il dizionario dei cartoni animati, un’opera fondamentale e unica al mondo. In otto anni di lavoro, Daniel ha realizzato una vera e propria enciclopedia che aiuta gli uomini d’oggi a riscoprirsi i bambini di ieri perché, scriveva Saint-Exupéry ne Il Piccolo Principe, “…tutti i grandi sono stati bambini almeno una volta nella vita, ma pochi di essi se ne ricordano”.
  • [01:04:12] “My God, it’s full of stars!”. A 30 anni dalla morte di Philip K. Dick, nella sua rubrica dedicata alla fantascienza “golden edition”, il nostro CylonProf ci parlerà di quello che viene considerato uno dei massimi esempi di romanzi ucronici: La svastica sul Sole, pubblicato nel 1962 e vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo. Massimo inoltre ci illustrerà di quanto il cinema fantascientifico moderno debba al visionario scrittore USA.
  • [01:32:40] La sindrome di Eraben. Un’altra nuova rubrica a FantaScientificast che si occuperà di analizzare i risvolti fantascientifici nel favoloso mondo del Fantasy. Per il debutto di questa rubrica, il nostro Alberto ci parlerà della Saga di Mistborn, trilogia di romanzi high fantasy scritta dall’autore statunitense Brandon Sanderson, pubblicata per la prima volta tra il 2006 e il 2008 negli USA (in Italia da Fanucci Editore).

Come sempre in chiusura i nostri doverosi ringraziamenti a tutti i pod-ascoltatori che hanno scaricato i nostri episodi ed interagendo con noi tramite i nostri canali ufficiali e ci raccomandiamo: su iTunes le recensioni/valutazioni sono sempre ben accette! Vi ricordiamo che l’appuntamento con il vostro podcast preferito NON sarà fra 15 giorni, complici le vacanza pasquali. Lunga vita e prosperità ed anche Buona Pasqua (già che ci siamo!)

Show notes…

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32 Risposte

  1. Piacca scrive:

    Sto ascoltando il podcast … la parte su Bioshock beh che dire sulle utopie ogni utopia alla fine è distopia perchè una società utopica tenta sempre a “bloccare” l’istinto all’innovazione con un benessere diffuso.

  2. Piacca scrive:

    Volete un bel cartone ucronico???? Jin Roh

    • Omar scrive:

      Piacca…

      …sei fonte di continui accodamenti nella ormai chilometrica lista di cose da vedere: grazie! 🙂

      Omar

      • Piacca scrive:

        eheh il fatto che jin roh fa parte di una trilogia diciamo “multimediale” visto che spazza da romanzi a film dal vivo se non ricordo male che si basa proprio sul concetto di mondo ucronico. Il suddetto film puo essere visto anche in separata sede ma è davvero interessante vedere come è descritto quel mondo nel determinato periodo storico in cui è ambientato anche se ovviamente senza un background degli eventi si perde un bel po

  3. blackjack90 scrive:

    Bella puntata aspetterò la prossima post-pasqua.

    Bioshock più che un’utopia lo considererei più una distopia, visto poi i risvolti quasi horror che prende Rapture nel gioco, chi l’ha giocato lo sa, nasce come paradiso ma diventa un inferno,

    Comunque l’ultimo film tratto da Dick al quale sono rimasto è il recente “I Guardiani del Destino” mi pare uscito proprio l’anno scorso. Credo che Dick sia il più saccheggiato come autori che hanno dato ispirazione a Hollywood.

  4. Lost_glorfindel scrive:

    Piccola recensione per l’ottimo episodio, http://www.paolomarzola.com/blog2/?p=9276 complimenti!!
    Paolo

    • Omar scrive:

      Ciao Paolo,

      Grazie come al solito per la recensione, puntuale e critica come sempre, ma soprattutto utile (almeno per noi!)
      Per la questio Sonia/Alien/Ripley/Vasquez: hai ragione! Li per li mi era venuto il dubbio ma ero preso dalla disamina di Sonia.
      Grazie per la segnalazione e per la recensione!

      Omar

      • Marco Casolino scrive:

        Tra l’altro – ma lo saprete di certo – l’attrice che interpretava Vazaquez si presentò ai provini di Aliens vestita come una messicana , perchè pensava fosse un film sull’immigrazione clandestina… la cosa finì poi tra le battute del film

        • Omar scrive:

          Complimenti sull’osservazione Marco!

          E’ vero: la battuta che Hudson rivolge all’indirizzo di Vasquez (“…qualcuno le ha detto “salviamo i coloni”, lei ha capito “vi diamo i coglioni” e si è arruolata subito!”) nell edizione originale è completamente diversa: “…she thought they said illegal aliens and signed up!” (Lei ha pensato che avessero detto “immigrati clandestini” e si è arruolata).

          Questa frase è un inside joke diretto agli attori del film. Per capirlo, riporto un estratto dell’intervista a Jeannette Goldstein (Vasquez), apparsa su Starlog: (e tratta a sua volta da Il grande cinema di fantascienza) “…rispose ad un annuncio per una parte in un film. Esso diceva semplicemente attori americani puri, sindacato attori britannico, per film, Aliens, 20th Century Fox”, racconta lei, durante il pranzo alla vecchia fattoria a Beverly Hills “Avevo visto Alien, ma non avevo idea che questo fosse un sequel. Era stato così tanto tempo prima, non mi era neanche venuto in mente. Pensavo fosse su veri alieni, sai, immigranti in una nazione straniera. Mi chiedevo perché volessero americani. Immaginai che il film trattasse i diversi tipi di immigrazione in Inghilterra. Poiché non aveva un agente a quel tempo, rispose da sola all’annuncio, con risultati piuttosto sorprendenti. Arrivai davvero indossando tacchi e truccata di tutto punto, e avevo i capelli lunghi fino alla vita, racconta. Gli altri candidati, che erano stati avvisati dai loro agenti, si erano presentati indossando tute da fatica mimetiche militari, e questo fu il primo indizio per Goldstein che avrebbe fatto il provino per il ruolo di marine…”

          Omar

  5. Lost_glorfindel scrive:

    Ciao Omar!!
    Grazie a voi perchè avete composto un’ottima squadra e gli argomenti sono sempre di qualità elevata. Può succedere di sbagliare citazione, è che ci sono cresciuto con quel fantastico film che è Aliens scontro finale percui quando ascoltavo in macchina il podcast non potuto fare a meno di segnalare la cosa 🙂
    A presto
    ciao
    Paolo

  6. Marco Casolino scrive:

    Bravissimi, come al solito.
    Volevo segnalarvi che de “L’uomo nell’alto castello” esiste anche una continuazione, purtroppo monca e limitata a solo un paio di capitoli, in cui si iniziava la narrazione dall’altro universo, quello (simile) al nostro…

    • Omar scrive:

      Ciao Marco…

      Sapevamo del paio di capitoli scritti, ma mai pubblicati, di quello che, nelle intenzioni di Dick, doveva essere il sequel de La svastica sul Sole.

      Questi due capitoli “perduti” sono stati inclusi anche nella riedizione del 2001 edita dalla Fanucci Editore con il titolo originale L’uomo nell’alto castello.

      Ciao! Omar

  7. lost_glorfindel scrive:

    Per Sonia che auspicava un personaggio di donna scienziata direi che c’è il grandissimo personaggio della Foster in Contact http://www.mymovies.it/film/1997/contact/ che oltretutto è un bellissimo film.

  8. Alberto scrive:

    Ciao bagai! 🙂
    Bellissima puntata e (manco a dirlo) ho trovato ovviamente INTERESSANTISSIMO il romanzo SteamPunk… non vedo l’ora di leggerlo! Sembra proprio il mio genere!

  9. RikyUnreal scrive:

    Ciao ragazzi.
    In questa puntata ricca di novità mi è piaciuto molto l’intervento di Alberto. Spero che ci saranno altre occasioni per parlare di esempi di influenze del fantasy nella fantascienza (e viceversa).

    Mi è piaciuta un po’ meno la lunga sezione dedicata al dizionario dei cartoni animati;
    piuttosto avrei parlato da subito di un cartone animato fantascientifico nello specifico.
    Secondo me, siete andati un po’ troppo off-topic.

    Ne approfitto anche per augurare buona Pasqua a tutto lo staff e a tutti gli ascoltatori.

    RIky

    • Omar scrive:

      Ciao Riky…

      Sono contento che ti sia piaciuta la rubrica di Alberto: la prima di tantissime (speriamo) dedicate alla reciprocità fantasy-fantascienza.

      Per quanto riguarda l’intervista di Daniel si è trattata, appunto, di un’intervista one shot only dedicata all’opera di Daniel quindi dovevamo stare sui generis senza scendere troppo nei dettagli.

      Contraccambiamo anche noi caramente gli auguri di buona Pasqua!

      Omar

      P.S. Mi sto preparando alla visione di Battleship: e tu?

      • RikyUnreal scrive:

        Certo che sì!
        Chiaramente non mi aspetto nulla, ma spero di divertirmi senza imbattermi in troppe cadute di stile (sempre in agguato in questi blockbusters pieni zeppi di computer grafica).

        • piacca scrive:

          Sara’ un film vedibile magari pure godibile ma battlestar e’ la dimostrazione di come il cinema americano e’ senza idee ormai

    • PaoloPaolo scrive:

      L’obiettivo della nostra rubrica “bar di prora” è anche quella di andare un po’ OT. E comunque Daniel ce l’ha promesso. Ritornerà a parlarci di cartoon fantascientifici. 🙂

  10. Bellissimo episodio! (Mi piace moltissimo in particolare le donne della fantascienza e il Prof De Santo!)

  11. Michele Cirillo scrive:

    Va bene, bravissimi. Tanti spunti interessanti. Dick è immenso e ineguagliato. Ma quando mettete a posto l’audio? C’è sempre qualcuno che sembra parlare da dentro un bidone o con una coperta sulla faccia!
    Ciao

  12. Luca scrive:

    Personaggio femminile assolutamente centrale nella storia della fantascienza? Razionalità al femminile molto prima di Dana Scully? Come non citare Susan Calvin? Trovo che sia un grosso limite parlare solo della fantascienza cinematografica, la vera fantascienza è quella i cui soli limiti sono quelli dell’immaginazione, senza che le tecniche cinematografiche siano un limite. Mi vengono in mente pochi casi in cui una storia venga da un film prima che da un libro (ma ce ne sono). Ok sto divagando, mi fermo qui.

  13. Michele Cirillo scrive:

    Le donne nella fantascienza sono poche. La questione riguarda credo soprattutto il cinema perchè in letteratura le cose sono più complesse. Ma non sono molto d’accordo con Sonia sul modello maschile e androgino di Ripley. Ripley è una ragazza moderna senza fronzoli e senza infingimenti che fa un duro lavoro su una nave mineraria e che reagisce con tutte le sue forze ad una situazione eccezionale. In questo senso vedo una modernità del personaggio e una veridicità molto alte che ce la fanno apprezzare come un personaggio molto vero che esalta una femminilità non piagnucolante e steretipica. Non è un caso che l’altra ragazza del gruppo faccia rapidamente una brutta fine…. Il tema dello scontro tra “femmine” e soprattutto tra madri che poi sarà ripreso nei modesti sequel successivi, per quanto interessante, in fondo serve solo a rendere lo scontro più letale e assoluto. E’ comunque più interessante Ripley della appassionata ma in fondo convenzionale scienziata di Contact…
    Sono entusiasta che abbiate parlato di Homeworld 2. Ho passato alcune ore di assoluto rapimento. Forse avreste dovuto mettere in evidenza di più la formidabile colonna sonora, il bellissimo uso dei disegni in b/n nel passaggio da un episodio all’altro e, naturalmente, il meccanismo strategico della raccolta delle risorse per ampliare la flotta, sbloccare le ricerche, costruire nuove armi e navi, ecc.
    Vi segnalo un altro gioco entusiasmante ovvero l’incredibile Portal 2 della Valve su cui sarebbe bello soffermarsi.

    • lost_glorfindel scrive:

      Sono d’accordo anche io sul fatto che Ripley non sia per niente androgina e mascolina, e non credo sia un mero doppione del modello maschile, sul fatto che sia più interessante della scienziata di Contact sono d’accordo anche io, la segnalavo solo per rimarcare che questo personaggio cinematografico ha dei tratti comuni a Dana Scully….
      Paolo

  14. Cyberluka scrive:

    Straordinario il lapsus di Daniel che verso la fine del suo intervento rivolgendosi a Omar lo chiama Homer !!!
    Fantastico!

    Complimenti il vostro è un bel podcast.
    Cyberluka

  15. Antonio Spaltro scrive:

    Semplicemente fantastici! Continuate così… grazie a voi sto’ riscoprendo la passione per la fantascienza, genere che ho sempre amato, ma che ultimamente stavo tralasciando per dedicarmi di più al fantasy. Non a caso, traendo ispirazione dal vostro Quadrante Gamma. “My God, it’s full of stars!”, proprio in questi giorni ho iniziato il primo libro di Dune, saga fantascientifica che da lungo tempo mi ero ripromesso di leggere, ma che per pigrizia ho sempre finito col rimandare. Immagino che prima o poi parlerete anche voi di Dune, visto che si tratta di un caposaldo della fantascienza… Ovviamente sperando che non facciate spoiler proprio adesso che mi sono deciso, altrimenti guai a voi!!! Scherzi a parte, grazie davvero… dalla chiusura di Fantascienza.pod, nel mondo dei podcast italiani si sentiva un vuoto che voi, finalmente!, siete riusciti a a colmare, quindi come non augurarvi “lunga vita e prosperità”! Ciao!

  16. Marco Faccin scrive:

    Complimenti davvero per il lavoro svolto fino adesso!
    Segnalo un piccolo articolo su Fantascientificast pubblicato sul mio nuovo blog dedicato alla Fantascienza. Un mio piccolo contributo da appassionato alla divulgazione di questo podcast.

    http://farstar2012.blogspot.it/

    • Omar scrive:

      Ciao Marco…

      Che dire: grazie per i complimenti e per la segnalazione sul tuo (interessantissimo) blog!

      Omar

  17. Andrea scrive:

    Complimentoni per il podcast.
    Unici appunti: Ripley, dal secondo episodio diventa Tenente, credo di ricordare…

    La frase ‘Ti hanno mai preso per un uomo’, non è rivolta a lei, ma è rivolta a Vasquez da parte del soldato Hudson (Bill Paxton); la soldatessa ispanica, infatti, è ben più mascolina di Ripley (definita ‘Biancaneve’ da Ferro, pilota del velivolo che atterra sullo LV-426).

  1. 04/03/2013

    […] dedicata al lato Rosa della fantascienza, Sonia, prendendo spunto da quanto trattato nella Puntata 5 (dove si era parlato dell’evoluzione della figura femminile nel cinema fantascientifico), ci […]

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