Big in Japan, Le Schede

Frankenstein alla conquista della Terra (1965)

© 1965 Toho Eiga, American International Pictures.

NATO DALLA COLLABORAZIONE TRA TOHO E AMERICAN INTERNATIONAL PICTURES, È UN FILM VERAMENTE ATIPICO NELLA FANTASCIENZA IN CELLULOIDE (E NON SOLO GIAPPONESE).

Frankenstein alla conquista della Terra, nato anch’esso dalla collaborazione tra Toho e American International Pictures, è un film veramente atipico nella fantascienza in celluloide (e non solo giapponese).

Nel 1945 la seconda guerra mondiale sta per concludersi con la disfatta dell’Asse Roma-Berlino-Tokyo. In un castello situato nel cuore dell’Europa, uno scienziato traffica con ampolle e misteriosi macchinari. Di lì a un po’ sopraggiunge un gruppo di SS che preleva una cassa metallica, che passando di mano in mano fa il giro del mondo fino a giungere in Giappone, in un laboratorio di Hiroshima. Uno degli scienziati (il grande Takeshi Shimura) ci informa che la cassa misteriosa contiene il cuore immortale di Frankenstein. Nel cielo della città di lì a poco “qualcuno” sgancerà Little Boy della pancia di un bombardiere. Il resto è storia. I tassi di radioattività sono tornati ai livelli di guardia, e Hiroshima si è ripopolata di vita e colori. Il dottor James Bowen (Nick Adams) sta compiento una serie di ricerche sulla radioattività, spinto nella missione anche dai sensi di colpa per ciò che la sua nazione ha fatto alla città. Lo affianca la dottoressa Sueko Togami (Kumi Mizuno). Il vicinato di Bowen è in agitazione: hanno scorto uno strano ragazzo dalla pronunciata arcata sopracciliare e i denti deformi, che si è allegramente sgranocchiato un coniglietto domestico. La coppia di scienziati si interroga, collegando il bombardamento di isotopi radioattivi a cui è stato sicuramente sottoposto il cuore di Frankenstein alla comparsa del ragazzo. Bowen e la Togami ci azzeccano, riuscendo a rintracciare il ragazzo, il cui corpo si è sviluppato intorno al cuore del mostro. La creatura purtroppo è in fase di continua crescita, e non c’è gabbia che tenga per contenerlo. Il mostro, ora alto come Godzilla, si dovrà confrontare con il colossale Baragon, liberatosi dalla morsa dei ghiacci antartici, su cui Frankenstein prevarrà dopo un epico scontro. Ma la gloria è un attimo fuggente, e un polpo gigantesco emerso dal mare afferra Frankenstein e lo trascina con sé negli abissi oceanici.

He rolled the Seven Wonders of the World into one!
– tagline edizione USA

La pazzesca storia di un giovane che mangia il cuore contaminato del celeberrimo mostro di Frankenstein – creato da Mary Shelley e portato sullo schermo decine di volte – si snoda prima come un fantahorror (soprattutto nelle sequenze di autorigenerazione degli arti dopo le mutilazioni del mutante) per poi approdare al classico pirotecnico finale kaiju eiga, con la comparsa di un nuovo mostro, Baragon, a seminare terrore. Un elemento prima di allora inedito nella cinematografia kaiju è la pietà nei confronti del mostro: Honda, infatti, svela subito allo spettatore che il bambino/kaiju non vuole fare del male a nessuno e che viene braccato dagli scienziati solo per la sua deformità. È quindi normale “tifare” per lui. Con queste premesse, il finale non poteva che essere l’estremo sacrificio da parte del “diverso” contro la minaccia Baragon, dimostrando a tutti che lui, il mostro, restava pur sempre un essere umano.

La costruzione del film da parte di Honda è impeccabile e sicura, riportandoci alle volte alle atmosfere di Matango il mostro. Anche Tsuburaya, in questa occasione, offre il meglio di sé, stimolato dall’incarico di dover realizzare un mostro di Frankenstein in versione gigante. Questa idea definita assurda e inverosimile dalle recensioni dell’epoca, incontrò invece l’interesse dei cinofili, perché già nel 1934 l’effettista Willis O’Brien aveva pensato di far combattere il suo King Kong con un megamostro di Frankenstein! Anche il suo antagonista, Baragon, piacque molto (forse per via di quelle buffe orecchie a sventola); tanto che ogni anno alla G Convention americana, gran raduno dei fan di Godzilla, al consueto concorso dei costumi di mostri è tra i più rappresentati. Il polpo che compare alla fine, decisamente risibile, in alcune versioni è stato rimpiazzato da un tremendo terremoto che apre la terra sotto i piedi del mostro, facendolo precipitare nelle profondità del sottosuolo. L’allora direttore degli effetti speciali della Toho, Eiji Tsuburaya, aveva un’autentica fissazione per le piovre e già ne Il trionfo di King Kong (1962) ne aveva messa in scena una, con effetti decisamente deleteri.

Il film ha come star l’attore hollywoodiano in declino Nick Adams, che nel 1968 interpreterà anche Gli eredi di King Kong, nona pellicola dedicata a Godzilla. Lo sfortunato interprete di Gioventù bruciata (1955) al fianco di James Dean e nominato all’Oscar come miglior attore non protagonista nel 1963, cadde ben presto in disgrazia interpretando una serie di stucchevoli film horror. La Toho nel suo piano di internazionalizzare le proprie produzioni lo contattò; in Giappone Adams conobbe un breve periodo di celebrità, che si concluderà con la sua prematura scomparsa: giovanissimo, si suicidò all’età di soli 37 anni.

Dopo Frankenstein alla conquista della Terra la Toho annunciò un ciclo di film dedicati a Frankenstein, senza mai realizzarli, tra cui Frankenstein Tai Gas Nigen (dove si sarebbe scontrato con l’uomo gassoso) e Frankenstein Tai Gojira, alias Frankenstein Tai Gargantua.

Credits

Titolo originale: フランケンシュタイン対地底怪獣バラゴン, Frankenstein Tai Chitei Kaiju Baragon (Frankenstein contro il mostro sotterraneo Baragon) – Paese di produzione: JAP – Distribuzione: 8 agosto 1965 – Genere: kaiju eiga – Durata: 95’ (Eastmancolor, Tohoscope) – Produzione: Tomoyuki Tanaka – Regia: Ishiro Honda – Sceneggiatura: Takeshi Kimura (da un soggetto di Jerry Sohl e da una storia di Reuben Bercovitch) – Fotografia: Hajime Koizumi – Colore: Kiyashi Tsurusaki – Musica: Akira Ifukube – Editore: Ryohei Fujij – Direzione artistica: Takeo Kita – Trucco: Rika Konna – Assistenza interpreti: Ai Maeda – Effetti sonori: Hisashi Shimonaga, Toho Sound Effects Group – Suono: Toho Recording Centre – Trasporto: Yashitomi Trasportation – Effetti speciali: Eiji Tsuburaya – Fotografia effetti speciali: Teisho Arikawa, Motonari Tomioka – Luci effetti speciali: Kyuighiro Kishida – Direzione artistica effetti speciali: Akira Watanabe – Assistente effetti speciali: Teruyoshi Nakano – Fotografia ottica: Yukio Manoda, Sadao Iizuka – Manipolazione scene: Fumio Nakadai – Produzione: Toho Eiga, Henry G. Saperstein Enterprises – Sviluppo: Tokyo Laboratory.
Cast. Nick Adams: dottor James Bowen (Antonio Colonnello) – Kumi Mizuno: dottoressa Sueko Togami (Anna Rosa Garatti) – Takeshi Shimura: dottor Kawaji:  (Oreste Rizzini) – Jun Tazaki: consulente militare (Luigi Casellato) – Tadao Takashima: zoologo (Enzo Liberti).
Edizione USA: Frankenstein Conquers The World – Esclusività: American International Pictures (AIP), UPA – Produttori esecutivi: Henry G. Saperstein, Reuben Bercovitch – Supervisione: Salvatore Billiterri – Sviluppo: Pathe – Durata: 87’ – Distribuzione: 8 luglio 1966 – US double bill: Tarzan nella valle dell’oro (AIP, 1966).
Edizione italiana. Esclusività: La Cineroma – Super Eastmancolor, Stereoscope 70 – Versione: AIP/UPA.

In collaborazione con LatitudineZero – visioni mediatiche e realtà oniriche

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