NONOSTANTE LA PRESENZA DEL KAIJU MAGMA, QUESTO FILM SI COLLOCA NEL GENERE CATASTROFICO, E RIPRENDE IL TEMA DELLA TERRA MINACCIATA DA UNA METEORA.

Nonostante la presenza del mostro Magma, questo film si colloca nel genere catastrofico, e riprende il tema della Terra minacciata da una meteora in rotta di collisione con la nostra atmosfera, già affrontato in Quando i mondi si scontrano di Rudolph Maté (1951), e in Uchijn Tokyo Ni Arawaru di Koji Shima (1956).

Le autorità di tutto il mondo sono in allarme, perché una forza misteriosa sta alterando le orbite planetarie. Un’astronave giapponese inviata in ricognizione, incrociando l’orbita di Saturno, avvista un gigantesco e incandescente planetoide vagante nello spazio che si avvicina alla Terra; l’astronave, incapace di sottrarsi alla sua smisurata attrazione gravitazionale, si schianta sulla sua superficie. Mentre gli scienziati cominciano a prefigurare tutti i vari possibili scenari si fa strada una soluzione per evitare la collisione: installare enormi reattori al Polo Sud per spostare la Terra dalla sua orbita. La soluzione è giudicata praticabile e i lavori hanno subito inizio fra tremende difficoltà naturali e pericoli di ogni genere. Nel frattempo il planetoide, a cui è stato dato il nome convenzionale di Gorath, nella sua rotta di avvicinamento frantuma gli anelli di Saturno e in breve tempo è così vicino alla Terra da risultare visibile anche a occhio nudo. L’impresa sembra sul punto di fallire allorquando il personale impegnato nei lavori di costruzione dei possenti reattori viene improvvisamente attaccato dal mostro Magma, una sorta di gigantesco tricheco evidentemente disturbato da tutto quel fracasso intorno alla sua tana. Il mostro viene prontamente eliminato mentre il planetoide, avvicinatosi sempre più, attira la Luna fuori dalla sua orbita distruggendola e provocando così gravi squilibri nell’armonia degli elementi naturali e delle forze gravitazionali. Vengono generate devastanti maremoti e innescati grandi cataclismi che modificano l’orografia di vaste zone del pianeta.Quando infine, terminati i titanici lavori, i reattori vengono accesi e la Terra devia dalla sua orbita evitando così l’impatto con il gigantesco corpo celeste che prosegue nella sua corsa senza fine perdendosi nello spazio.

«Se potessimo lavorare insieme e cooperare per superare il pericolo che ci minaccia, non possiamo cogliere l’occasione per lavorare insieme per l’eternità?»
– un giornalista

Come detto in precedenza, la vicenda di un immane scontro planetario descritta in questa pellicola rimanda subito a un illustre predecessore. Infatti, prodotto nel 1951 da George Pal, il film Quando i mondi si scontrano trattava della collisione della Terra con una stella vagabonda. Diversamente dall’opera di Pal, che si concludeva con la distruzione della Terra, Gorath presenta invece un lieto fine. La soluzione ipotizzata nel film per evitare la catastrofe, cioè lo spostamento della Terra dalla sua orbita, evidenzia ancora una volta la sfrenata fantasia di Ishiro Honda. Va peraltro precisato che se tale soluzione poteva, all’epoca, apparire delirante oggi tale giudizio potrebbe essere rivisto; alcuni scienziati hanno di recente affermato come non da escludere la fattibilità dello spostamento del pianeta su un’orbita più “fresca” nel vaso che il surriscaldamento globale continui a crescere in maniera incontrollata.

Nonostante il soggetto improbabile, il film risulta piuttosto interessante, con buone interpretazioni drammatiche e scenografie di notevole impatto visivo e la comparsa a metà pellicola del mostro Magma (interpretato da Haruo Nakajima) non è che una conseguenza, un sovrappiù. O più semplicemente l’esigenza dei dirigenti Toho, Tomoyuki Tanaka in testa, di dare allo spettatore quello che si aspetta dopo l’avvento di Gojira: kaiju a piene mani. Lo stesso discorso vale per una successiva pellicola, Atragon di Ishiro Honda (1963), in cui il mostro Manda appare solo nel finale. Comunque nell’edizione americana (che è quella anche giunta nel nostro paese, contrariamente a quanto affermato da alcune fonti che riportano questa pellicola come inedita nel nostro paese), tutta la parte riguardante Magma venne eliminata dal film, incentrando la storia sull’arrivo del planetoide Gorath.

La sceneggiatura è di Takeshi Kimura, basata su un racconto di Jojiro Okami, scrittore che ha ispirato anche altre pellicole, quali: I Misteriani (1957), Inferno nella stratosfera (1959) e Dogora il mostro della grande palude (1964). Tra gli interpreti troviamo un giovane Akira Kubo, che da questo film entra a far parte degli attori “classici” del filone kaiju eiga, genere che gli conferirà una certa notorietà. Debutta nel cinema a soli 12 anni con la pellicola Kaneno Naru Oka (1948), successivamente Akira Kurosawa lo scrittura nel ruolo di Yoshiteru (il figlio di Miki) ne Il trono di sangue (1957). Kubo sarà una costante presenza nella cinematografia di Honda, vestendo per lo più i panni dell’eroe, ma sconfinando talvolta nel repertorio drammatico. Sua la memorabile interpretazione dello psicologo Kenji Murai in Matango il mostro (1963), Molto popolare anche negli USA, è recentemente tornato al cinema fantastico con Gamera Daikaiju Kuchu Kessen (1995). Un altro interprete di rilievo del cast di Gorath,è Kumi Mizuno, attrice apprezzatissima da Honda e presente in moltissime pellicole del maestro, divenuta famosa per il suo particolare sex appeal.

Lo stesso soggetto di Gorath, sarà rivisitato nei due fantacatastrofici Sayonara Jupiter di Koji Hashimoto (1983) e Solar Crisis di Richard D. Serafian (1991), ambizioso kolossal rivelatosi poi un flop colossale. Gorath è stata l’ultima opera di fantascienza diretta da Honda che in seguito tornerà a dirigere esclusivamente film su creature mostruose.

Credits

Titolo originale: 妖星ゴラス, Yosei Gorasu (“Pianeta Gorasu”) – Paese di produzione: JAP – Genere: kaiju eiga –  Durata: 89’ (Eastmancolor, Tohoscope) – 21 marzo 1962 – Produttore esecutivo: Tomoyuki Tanaka – Regia: Ishiro Honda – Sceneggiatura: Takeshi Shimura (da un racconto di Jojiro Okami) – Fotografia: Hajime Koizumi – Manager produzione: Yasuaki Sakamoto – Assistente regia: Koji Kajita, Masahi Matsumoto, Katsumune Ishida, Shoji Kuroda – Direzione artistica: Takeo Kita, Teruaki Abe – Musica: Kan Ishii – Registrazione sonoro: Toshiya Ban – Effetti sonori: Hisashi Shimonaga, Toho Sound Effects Group – Suono: Toho Recording Centre – Luci: Toshio Takashima – Editore: Reiko Keneko – Immagine statica: Tessei Tanaka – Effetti speciali: Eiji Tsuburaya – Fotografia effetti speciali: Teisho Arikawa, Motoyoshi Tomioka – Direzione artistica effetti speciali: Akira Watanabe – Luci effetti speciali: Kuichiro Kishida – Fotomontaggio: Hiroshi Mukoyama – Effetti ottici: Taka Yuki, Yukio Monoda – Manager produzione: Kan Narita – Assistente effetti speciali: Teruyoshi Nakano – Produzione: Toho – Registrazione: Western Electric Microphonic & Perprecta Stereophonic Sound – Sviluppo: Tokyo Laboratory – Titolo internazionale: Gorath.
Cast. Ryo Ikebe: dottor Tazawa – Ken Uehara: dottor Kawano – Takashi Shimura: Kensuke Sonoda – Yumi Shirakawa: Tomoko Sonoda – Fumio Sakashita: Hayao Sonoda – Kumi Mizuno: Takiko Nomura  – Akira Kubo: Tetsuo Kanai – Akihiko Hirata: capitano Endo – Jun Tazaki: capitano Sonoda – Kenji Sahara: primo ufficiale Saiki – Haruo Nakajima: Maguma.
Edizione USA: Gorath –Esclusività: Brenco Pictures, Allied Artistis Pictures – Edizione: Brenco Pictures, Toho International – Produttore esecutivo: Edward L. Alperson – Produzione: Stanley Meyer – Coordinazione produzione Sanezumi Fujimoto (Toho) – Registrazione sonoro: Ryder Sound Service – Editore: Kenneth Wannberg – Storia: John Meredyth Lucas – Supervisione sincro: Paul Frees – Doppiatori: Paul Frees, William Eidleson, Virginia Craig – Sviluppo: Pathe – Sonoro: Westrex Recording System, stereo – Durata: 83’ – Distribuzione: 15 maggio 1964 – US double bill: Una nube di terrore(Toho, 1960) – Altri titoli: Gorath The Mysterios Star; Astronaut 1980.

In collaborazione con LatitudineZero – visioni mediatiche e realtà oniriche