A quasi venti anni dall’uscita di Independence Day Hollywood ne sta realizzando un sequel. Il mondo e gli scenari geopolitici sono però molto cambiati dal quel 1996 in cui un raffazzonato esercito statunitense riesce a sconfiggere l’invasione dei potenti quanto cattivi alieni. Al tempo il film fu criticato per l’abbondanza di scene-cowboy caratteristiche del regista Michael Bay: tra tutte l’assurdità del virus sviluppato dai terrestri: non biologico come ne La guerra dei mondi, ma informatico ed in grado di distruggere istantaneamente sistemi di computer completamente sconosciuti.

Al giorno d’oggi, con il medio oriente devastato da decenni di guerre asimmetriche e ‘non convenzionali’, il film può essere visto in una nuova drammatica luce, in cui i ruoli sono invertiti. Independence Day può essere letto come uno spaventoso manifesto di Al Qaeda e/o dell’ISIS, in cui gli alieni potenti ed invasori rappresentano gli USA ed un esercito di combattenti unito dall’odio per il nemico comune riesce a sconfiggerli nonostante la tecnologia incredibilmente inferiore. Già Battlestar Galactica, nella versione re-immaginata da Ronald Moore affrontava il problema della resistenza dei superstiti umani dalla razza tecnologicamente superiore dei Cylon sul pianeta di New Caprica . Pur di sconfiggere il nemico robotico, la resistenza non esitava a colpire con attacchi suicidi sia Cylon che umani collaborazionisti.

In ID4 gli elementi del lo scontro impari di forze ci sono Il pianeta viene liberato facendo ricorso al telegrafo invece che ai satelliti, usando i caccia contro le astronavi e non disdegnando anche gli eroici sacrifici attacchi suicidi pur di distruggere le navi madre aliene.

I paralleli tra ID4 ed il mondo reale si fermano qui, mancano le barbarie compiute dall’ISIS, le esecuzioni di massa, le distruzioni di opere d’arte e i massacri di civili, ma i discorsi patriottici del presidente (interpretato da Bill Pullman, star di Spaceballs) appaiono più inquietanti che comici al giorno d’oggi.