Nel podcast numero 70 dellʼottimo FantascientifiCast ho avuto il piacere di una chiacchierata con i fondatori Omar e Paolo sulle origini del Galaxy Express 999. Per i dettagli e soprattutto per gli altri interventi vi rimando al podcast, qui riporto alcuni appunti e riferimenti: la famosa serie televisiva (e manga) di Leiji Matsumoto trae la sua ispirazione dal libro di Kenji Miyazawa, Una notte sul treno galattico della Via Lattea e altri racconti, tradotta magistralmente da Giorgio Amitrano.

Lo stesso Amitrano, nellʼintroduzione, cita un film di animazione (1985) estremamente fedele allʼoriginale, in cui i protagonisti, Giovanni e Campanella (in italiano anche nellʼoriginale giapponese) sono però rappresentati come due gatti.

Nel 2014 è uscito un lungometraggio di animazione (I.G. Studio, diretto da Mizuho Nishikubo) che tratta il problema della rilocazione forzata – alla fine della Seconda Guerra mondiale – dei giappponesi che vivevano a nord di Hokkaido da parte dellʼUnione Sovietica (qui un interessante articolo sui decessi a seguito della rilocazione). Il libro di Miyazawa ha una importanza centrale nella storia, in cui i nomi dei due bambini protagonisti si ispirano a Giovanni e Campanella.

Per tornare a Matsumoto ed al “suo” treno, (qui un sito dedicato alle sue creazioni) vale la pena menzionare che una gigantografia del treno con Maetel e Tetsuro accoglie i visitatori alla stazione di Fuchinobe, ove si trovano gli uffici e laboratori dellʼISAS-JAXA, agenzia spaziale giapponese.