Le fantastiche avventure dell’astronave Orion è uno dei più pregevoli esempi di fantascienza avventurosa classica prodotta al di fuori degli USA. La serie, realizzata in Germania, fu trasmessa per la prima volta sull’emittente ARD, il 17 settembre 1966. Per una curiosa coincidenza cinque giorni dopo la NBC trasmetteva Where No Man Has Gone Before, primo episodio di Star Trek. Malgrado le avventure dell’astronave Orion siano durate solo sette episodi, conquistarono immediatamente il pubblico tedesco, che in precedenza aveva avuto ben poche occasioni di vedere serie di fantascienza in TV, e ancora oggi può vantare nutrite schiere di appassionati.

La suggestiva premessa è tipica della fantascienza positivista dei primi anni 60. In un futuro remoto, i fondali marini verranno colonizzati dalla popolazione terrestre. L’uomo si spingerà anche nello spazio, costruendo avamposti e stazioni spaziali. Per proteggere la Terra e le sue colonie dalle minacce provenienti dal cosmo è stato istituito un complesso sistema di sicurezza di cui fa parte l’astronave Orion VII. Una delle navi più veloci della flotta, la Orion viene assegnata al servizio di pattugliamento come punizione per le molteplici insubordinazioni del suo comandante, Cliff Allister McLane. Inoltre, per tenere sotto controllo le sue intemperanze, viene affiancato dall’affascinante tenente Tamara Jagellovsk, in qualità di osservatore. Malgrado inizialmente venga accolta con freddezza da McLane e dal resto dell’equipaggio, Tamara riuscirà a farsi apprezzare come prezioso componente della squadra. Gli altri protagonisti sono l’ingegnere Hasso Sigbjörnson, il tenente Mario de Monti, il navigatore Atan Shubashi e il tenente Helga Lagrelle. Sulla Terra, la base dell’astronave Orion è situata in un complesso sottomarino. Al momento del decollo l’astronave si distacca dalla struttura portante ed emerge dalle acque creando un vortice turbinoso. Nel corso dell’episodio Pianeta fuori orbita, la Orion VII viene distrutta, ma verrà immediatamente sostituita dalla Orion VIII, una nave identica alla precedente. L’astronave è anche dotata di quattro piccole scialuppe, con un’autonomia limitata.

Ciò che oggi può sembrare una fantasia, potrebbe diventare la realtà di domani. Questa è una fantasia del futuro. Non ci sono più stati o nazioni, c’è solo l’umanità e le sue colonie nello spazio. L’uomo ha colonizzato stelle lontane. Le profondità marine sono state raggiunte per essere abitate. Con velocità oggi inimmaginabili, le astronavi sfrecciano attraverso la galassia. Una di queste astronavi è la Orion, una piccolissima parte di un’enorme Servizio di Sicurezza Galattico, in difesa della Terra contro le minacce provenienti dalla vastità dello spazio. Viaggiamo con la Orion e con il suo equipaggio, durante il suo pattugliamento ai confini dell’infinito…

(narrazione d’apertura)

Fortunatamente l’astronave Orion non è rimasta confinata in Germania e ha raggiunto molti altri paesi d’Europa, tra cui l’Italia. Non è mai riuscita però a superare l’oceano ed è rimasta pressoché sconosciuta negli USA. Infatti, oltre alle resistenze dovute alle necessità di doppiarne gli episodi, la serie non fu ritenuta idonea per il mercato statunitense perché girata in bianco e nero, in un momento in cui la televisione a colori si stava diffondendo con grande rapidità negli USA. La serie, il cui titolo originale è Pattuglia dello spazio – Le fantastiche avventure dell’astronave Orion, è stata ideata da Rolf Honold (una sorta di Gene Roddenberry teutonico), che neanche firmato tutte le sceneggiature ed aveva a disposizione un budget di 3,4 milioni di marchi, classificandosi come una delle produzioni televisive tedesche più costose del tempo. La serie può infatti vantare degli ottimi effetti speciali, considerata l’epoca di realizzazione e il fatto che si tratta di un prodotto per la TV.

Per le riprese dell’astronave furono utilizzati modellini di diverse dimensioni dai 30 ai 160 centimetri di diametro, realizzati in legno, plexiglass e alluminio. Durante le riprese veniva appesa a fili su uno sfondo scuro e per ottenere l’effetto del movimento veniva mossa velocemente la telecamera su binari. L’effetto del vortice marino, sul quale venne sovrapposta l’immagine della Orion, fu realizzato utilizzando una vasca in un centro di ricerca sull’idrodinamica. Le bolle che si vedono durante la risalita dell’astronave nell’acqua sono ottenute con compresse effervescenti di Alka Seltzer. I robot che compaiono nell’episodio Custodi della legge sono piccole scatole di latta alte al massimo 30 centimetri. Il pianeta che viene distrutto nell’episodio Pianeta fuori orbita è stato realizzato impiegando riso, chicchi di caffè e piselli, che sono stati fatti volare via con una pistola ad aria compressa e ripresi a 120 immagini al secondo. Anche i set nei quali vennero realizzati gli interni dell’astronave sono elaborati e ricchi di dettagli. La sala comandi e il relativo quadro sono stati realizzati con 10.000 metri di cavo elettrico e 3.200 lampadine, oltre all’uso di materiali vari quali bicchieri di plastica e il famoso ferro da stiro che compare in molte scene. La stessa attrezzatura è stata utilizzata per simulare la sala comando dell’astronave Hydra e altre navi.

L’ambientazione più affascinante è comunque quella per lo Starlight-Casino, il locale dove si ritrovano gli uomini della Orion nei momenti di riposo. Situato all’interno di una base sottomarina, lo Starlight-Casino è protetto da un’enorme cupola di vetro, attraverso la quale è possibile ammirare i fondali marini e la loro fauna. La sua atmosfera sottomarina è ottenuta effettuando delle riprese nell’acquario di uno zoo. Per le riprese esterne è stata utilizzata una cava nei pressi di Peissenberg (una località tedesca). Al termine della prima stagione, Honold aveva già iniziato a lavorare sulla seconda, quando la ARD bocciò il progetto e la serie fu chiusa. In seguito Le avventure dell’astronave Orion sono state replicate diverse volte in Germania. Spesso si è parlato di un possibile rifacimento in collaborazione con gli USA ma per il momento nessuna di questi progetti si è mai concretizzato. Per ora gli appassionati hanno potuto continuare a vivere le avventure dei loro eroi solo grazie alle repliche e ai numerosissimi romanzi pubblicati.

In Italia l’astronave Orion ha fatto solo poche fugaci apparizioni. La serie è stata trasmessa per la prima volta dalla TV Svizzera Italiana nell’estate del 1972, il mercoledì in prima serata. In quell’occasione furono mandati in onda tutti e sette gli episodi che compongono la serie. In seguito l’astronave Orion approdò sul primo canale RAI, all’interno del La TV dei ragazzi. La serie venne trasmessa con cadenza settimanale alle 17:45, a partire dal 5 novembre 1974. L’emittente nazionale trasmise però solo quattro episodi, replicati pochissime volte. Nel 1984 l’astronave Orion è apparsa brevemente su TMC, per poi scomparire definitivamente dagli schermi italiani.

Credits

Titolo originale: Raumpatrouille – Die Phantastischen Abenteuer Des Raumschiffes Orion – Paese di produzione: Germania – Anno: 1966 – Stagioni/Episodi: 1/ 7 (60′–b/n) – Creata da: Rolf Honor – Prodotta da: Hans Gottshalk, Helmut Krapp; Oliver Storz; Bavaria Atelier GMBH – Effetti speciali: Theodor Nischwitz, Werner Hierl, Vinzenz Sandner, Jörg Kundsdorff; Götz Weidner – Costumi: Margit Bárdy, Vera Otto – Scenografia: Rolf Zehetbauer, Werner Achmann – Suono: Werner Seth – Musiche: Peter Thomas.
Cast fisso. Comandante maggiore Cliff Allister McLane: Dietmar Schönherr (Franco Morgan) – tenente Tamara Jagellovsk: Eva Pflug – tenente Mario de Monti: Wolfgang Völz – tenente ingegnere Hasso Sigbj örnson: Claus Holm – tenente Atan Shubashi: Friedrich Georg Beckhaus – tenente Helga Legrelle: Ursula Lillig – generale Wamsler: Benno Sterzenbach – colonello Hendryk Villa: Friedrich Joloff (1-5, 7) – generale Lydia van Dyke: Charlotte Kerr (1-2, 4-5, 7) – tenente di ordinanza Spring-Brauner: Thomas Reiner (1-2, 5, 7) – Sir Arthur: Franz Schafheitlin (1-2, 5, 7) – maresciallo Kublai-Krim: Hans Cossy (1-2, 4, 5, 7).