UN PRODOTTO TELEVISIVO NON FACILE, CHE VUOLE PUNZECCHIARE L’INTELLETTO DELLO SPETTATORE: UNA PERFETTA TRASPOSIZIONE TELEVISIVA DELLA LETTERATURA FANTASCIENTIFICA CLASSICA.

Non sempre la qualità è garanzia di longevità. L’abbiamo visto di recente con la serie Hannibal, cancellata alla terza stagione, e ancora prima con Firefly. Una sorte ugualmente ingrata è toccata a Masters Of Science fiction, TV show statunitense del 2007.

Il progetto originale prevedeva sei episodi indipendenti l’uno dall’altro: come per Master of Horror o per la storica serie Alfred Hitchcock presenta, è il tema (in questo caso la fantascienza) a dare omogeneità al tutto. Di queste sei puntate, due non sono mai state trasmesse, se non dalla TV via cavo canadese, perché Masters of science fiction è stato interrotto alla prima stagione. Motivo? La serie era «…fin troppo artistica.»

Stiamo in effetti parlando di un prodotto televisivo non facile, che vuole punzecchiare l’intelletto dello spettatore. Ne è testimonianza la partecipazione di Stephen Hawking, che con le sue introduzioni (solo audio) ci guida attraverso la vicenda fornendoci chiavi di lettura inedite. Un approccio spesso poco apprezzato da spettatori che tendono a subire passivamente l’evolversi della vicenda e di conseguenza non molto gettonato tra i produttori.

D’altra parte la fantascienza (cinematografica, letteraria o televisiva che sia) è sempre stata veicolo di riflessione su una serie di questioni tutt’altro che banali. Il confronto uomo – macchina, il rapporto con il diverso, il futuro del mondo, l’essenza della vita, il libero arbitrio… per citarne solo alcune tra le più ricorrenti.

Sei racconti di altrettanti autori di fantascienza (John Kessel, Howard Fast, Robert A. Heinlein, Harlan Ellison, Walter Mosley, Robert Sheckley) stanno alla base di ogni singolo episodio di Masters Of Science Fiction. Il risultato è una perfetta trasposizione televisiva della letteratura fantascientifica classica.

La serie vanta un cast di tutto rispetto. I protagonisti della prima puntata, A Clean Escape, sono Judy Davis e Sam Waterston a cui si aggiungono negli episodi successivi John Hurt, Anne Heche, Malcolm McDowell, Sean Astin, Terry O’Quinn, James Cromwell e molti altri. Anche tra i registi, uno per episodio, compaiono nomi importanti.

I dialoghi complessi, le ambientazioni, gli abiti e il design retrò-futuristico fanno di Masters Of Science Fiction un programma davvero “troppo artistico”, difficilmente appetibile per il grande pubblico ma di sicuro interesse per chi apprezza un intrattenimento intelligente e, ovviamente, per gli appassionati di fantascienza.