A più di trentʼanni dallʼuscita in Giappone, Nausicaä della Valle del vento fa la sua comparsa nelle sale cinematografiche italiane anche se solo per tre giorni (dal 5 al 7 ottobre 2015). Nato come manga di Hayao Miyazaki nel 1982, infatti il lungometraggio risale al 1984. La ricchezza della narrazione e la profondità delle vicende, unite alla rivisitazione ecologica del tema della “caduta” hanno fatto di Nausicaä della Valle del vento una delle opere più note del maestro giapponese.

Mille anni prima delle vicende del film, il mondo è stato distrutto da dagli “dei soldato giganti” (巨神兵, letteralmente “gigante dio soldato”: in Nausicaä della Valle del vento, Miyazaki crea molti termini originali componendo gli ideogrammi giapponesi e donando ulteriore profondità alla storia), immensi golem biomeccanici. I giganti muoiono dopo i “sette giorni di fuoco”, ma lʼinquinamento ambientale permane per secoli e secoli, producendo trasformazioni irreversibili nellʼecologia del nostro pianeta (1). Col passare del tempo, la Terra si è quindi evoluta in un pianeta ostile, ricoperto da una foresta tossica che ospita una miriade di forme di vita incompatibili con quella umana e dove i pochi insediamenti abitati sono continuamente minacciati dallʼavanzare di una giungla tossica e letale. La poca tecnologia superstite, i cui principi di funzionamento sono andati perduti da tempo, è usata solo per scopi bellici.

Lʼuomo non ha però imparato dai suoi errori: in Nausicaä della Valle del vento la rovina dei pochi resti della civiltà viene accelerato dallo scontro secolare di due imperi, che non si fanno scrupolo di sfruttare della foresta tossica (le spore e gli immensi vermoni Ohmu (2) ) come armi non convenzionali contro il nemico, ottenendo però il solo risultato di accelerare la propria stessa rovina. Il vero nemico è lʼuomo e non la giungla contaminata, che, come peraltro si scoprirà nel corso del film, sta purificando il pianeta da millenni di inquinamento. Come accennato, il lungometraggio ha un chiaro messaggio ecologico che ci lascia con la speranza della rinascita di forme di vita compatibili con la vita umana.

Nel manga, invece, le vicende si articolano in maniera più lunga e complessa, giungendo ad un finale aperto e più controverso. Lʼeponima eroina distrugge le ultime vestigia della scienza degli antichi. Con essa perisce anche una casta sacerdotale chiusa in sé stessa ed avvinghiata morbosamente ad una non-vita. Discendenti regrediti degli scienziati antichi, questi uomini non sono in grado, né tantomeno vogliono, offrire alcuna via dʼuscita al genere umano. Da loro, però, Nausicaä apprende che lei e tutti gli uomini sono comunque ineluttabilmente condannati da centinaia di anni di vita su una terra avvelenata: il nuovo Eden che la natura sta creando non potrà quindi essere per loro.

Nel 2012 Nausicaä della Valle del vento ha avuto anche un prequel: un cortometraggio girato esclusivamente con tecniche tokusatsu (ossia utilizzando modellini e riprese dal vivo, ma non la computer grafica): La comparsa a Tokyo dell’armata degli Dei soldato giganti (巨神兵東京に現わる), diretto da Shinji Higuchi su sceneggiatura di Hideaki Anno (che da giovane animò il Soldato Gigante dei “sette giorni di fuoco”, evolvendone poi il design fino ad arrivare ai giganti di Neon Genesis Evangelion) e prodotto da Toshio Suzuki.

Tratto ed adattato dal saggio Scienza, tecnologia e natura in Miyazaki, nel volume di prossima uscita I mondi di Miyazaki Hayao –  percorsi ed esplorazioni filosofiche nell’universo dell’artista giapponese, curato da Matteo Boscarol (http://www.sonatine2010.blogspot.jp).

Note

1. Fonte di ispirazione per la foresta tossica di Nausicaä della Valle del vento fu il terribile incidente della baia di Minamata, in cui la Chisso Corporation versò dal 1932 al 1968 scarichi industriali, soprattutto contenenti mercurio. Tra malformazioni, danni neurologici e morti, il numero di vittime giuridicamente accertate fu circa 3.000, ma è più vicino ai 10.000. Alla tragedia umana si somma la devastazione ecologica della zona, con piante ed animali irrimediabilmente contaminate e che si sono adattate a vivere in questo ambiente corrotto, non dissimile dalla giungla tossica di Nausicaä della Valle del vento.
2. Gli insetti della foresta vengono chiamati mushi (“insetto”) nell’edizione originale. Tuttavia l’ideogramma che Miyazaki usa non è quello comune di insetto: 虫, ma uno meno utilizzato in cui il carattere è ripetuto più volte: 蟲, a rinforzarne il significato. Gli Ohmu, enormi vermi della foresta devono il loro nome fonetica alla traslitterazione di worm inglese, in omaggio ai vermi delle sabbie di Dune, ma sono traslitterati in 王蟲、(“re-insetto”) che ne rafforza il significato mantenendo la pronuncia fonetica.