CONFORTATO DAL SUCCESSO DEL SUO “UOMINI SULLA LUNA”, GEORGE PAL PRODUCE QUESTO FILM, DIRETTO DA RUDOLPH MATÉ, CHE SI AGGIUDICA UN OSCAR PER I MIGLIORI EFFETTI SPECIALI.

Quando i mondi si scontrano è un film di fantascienza catastrofico del 1951, prodotto da George Dal e diretto da Rudolph Maté. La sceneggiatura è basata sul romanzo omonimo del 1933, scritto da Philip G. Wylie ed Edwin Balmer.

Il pilota David Randall viene pagato dal dottor Cole Hendron per consegnargli delle foto dell’astronomo Emery Bronson, scattate da un osservatorio in Sudafrica. Hendron, assistito dalla consulenza di sua figlia Joyce, scopre che una stella rossa chiamata Bellus sta per entrare nell’orbita terrestre e ciò causerà la scomparsa del genere umano oltre che la distruzione del pianeta. L’unica speranza, resa nota da Hendron e Joyce, è la scoperta di un pianeta, Zyra, di dimensioni uguali a quelle della Terra e la cui apparente forma sembrerebbe poter supportare la vita. Durante un consiglio di sicurezza indetto dall’ONU, Hendron avverte i capi di stato che la fine del mondo avverrà probabilmente dopo un periodo di otto mesi, e l’unico modo per scampare al disastro e costruire delle astronavi da far partire alla volta di Zyra. Deriso dalla comunità scientifica per le sue teorie non confermate da altri astronomi, Hendron si vede rifiutato il progetto. A questo punto entra in gioco il ricco magnate Sidney Stanton, il quale offre al dottore il proprio patrimonio in supporto alla sua causa, a patto che egli sia il primo uomo a salire sulla nave spaziale. Nel frattempo, Joyce inizia a provare attrazione per Randall, e parlandone al padre trova il suo consenso, la cosa però non va a genio al suo fidanzato, il medico Tony Drake. Passano pochi mesi, e la teoria catastrofica di Hendron viene confermata da tutti coloro che tempo prima l’hanno deriso, i capi di stato si riuniscono nuovamente in consiglio e decidono che ogni nazione dovrà finanziare una propria astronave nel minor tempo possibile. Anche il pianeta Zyra inizia ad avvicinarsi all’orbita terrestre, e la sua attrazione gravitazionale provoca maremoti e altri disastri naturali, e Drake e Randall decidono di partire con altri uomini per offrire aiuti umanitari ai paesi colpiti. Il giorno del giudizio, alle persone viene imposto di giocare ad una sorta di lotteria, dalla quale verrà poi deciso chi salirà sull’astronave, che intanto viene caricata di viveri, microfilm, attrezzi per animali, giornali e libri. Hendron decide che Stanton, Joyce, Drake, il pilota George Fry e Randall saranno i primi a salire sulla nave spaziale, quest’ultimo però rifiuta l'”onore” in quanto non crede di avere utilità a bordo, ma alla fine accetta il posto per amore di Joyce. Intanto vengono pubblicati i risultati della lotteria, e Stanton che vede nella massa da salvare un pericolo per sé stesso ha preso come precauzione una scorta di armi. E così, mentre la gente corre disperata verso la salvezza, Sidney ingaggia molti agenti in tenuta antisommossa per bloccarli. Durante il caos creato dalla situazione, Stanton rimane indietro a causa della sua sedia a rotelle spinta dalla folla, e vede impallidito tutta la marmaglia che sale sull’astronave. All’ultimo momento, quando l’astronave parte alla volta di Zyra, Hendron rimane a terra aiutando Stanton a rimettersi in sesto, per essere subito dopo disintegrati dall’impatto con Bellus. In preda alle lacrime, Joyce capirà solo dopo che suo padre si è sacrificato volutamente, perché il suo peso avrebbe superato la soglia di sopportazione della nave, e il carburante si sarebbe esaurito prima dell’arrivo sul nuovo pianeta. Il film si conclude con Randall e Joyce seguiti da molta gente, che si tengono per mano durante l’esplorazione di Zyra.

«Non m’importa di salvare gli altri, è a me che penso. Io voglio sopravvivere!»
– Sydney Stanton

Realizzato durante la Guerra Fredda, Quando i mondi si scontrano allude a un tema di grande interesse per la fantascienza, per via della corsa tecnologica allo spazio fra Stati Uniti e Unione Sovietica. La competizione determinava un senso di paranoia alimentato dal timore di una escalation nucleare, e produsse diversi sottogeneri fantascientifici legati alla bomba atomica, alle sue conseguenze e alla distruzione del mondo. Secondo Susan Sontag, il film di Rudolph Maté è pervaso da un «estetica della distruzione»,e combina le vecchie pellicole di mostri con «la rappresentazione di una catastrofe urbana su scala ingigantita, colossale».Sullo schermo, la collisione fra la Terra e Bellus (nome derivato dal latino bellum, ossia guerra) diviene una metafora del possibile annientamento nucleare cui le due superpotenze potevano condurre.

Già nel 1934 il regista Cecil B. De Mille e sicuramente avrebbe avuto una mano più felice di quella di Rudolph Maté, cui Pal affidò la regia del film. Infatti, se gli effetti speciali sono girati con una tecnica assolutamente perfetta, almeno per quanto riguarda i cataclismi e le devastazioni dovute al passaggio di Zyra e quantomeno decorose per le scene spaziali, non fanno riscontro una eguale forza nell’intreccio e nei personaggi del film prima dello “spettacolare” evento finale. Un altro punto di demerito va attribuito allo scenografo Hal Pereira, per la penosa visione del nuovo pianeta, un paesaggio tanto evidentemente “disegnato” da risultare grottesco. La sceneggiatura di Sydney Boehm fonde la tecnologia spaziale con una vena romantico-religiosa che razionalizza la predestinazione attraverso la figura paterna del dottor Cole Headren (Larry Keating), deus ex machina del film.  Fatta eccezione per il “cattivo”, personaggi come David e il dottor Tony Drake (Peter Hansen), rivali in amore di Joyce (Barbara Rush), sono intercambiabili.

Questa specie di melodramma donchisciottesco con orpelli tecnologici richiama Una donna nella Luna (1929) di Fritz Lang, l’apocalittica devastazione de La fine del mondo (1933) di Felix Feist. Indulge nell’utopia che la scienza, novella salvatrice, possa guidare il genere umano verso mondi ideali, lontani e liberi dal materialismo della Terra morente. A questo proposito, il film si apre con un’eloquente citazione della Genesi, che riferisce la decisione di Dio di distruggere il mondo a causa della corruzione dell’uomo, e si conclude con un titolo in caratteri gotici che recita «Il loro primo giorno sul nuovo mondo era iniziato», con sottofondo orchestrale e coro vocale. Zyra viene a rappresentare l’Eden contemporaneo, il mondo bucolico fantasticato nei primi anni 50 come fuga dalla crescente minaccia dell’olocausto nucleare.

Alla 24ma edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar tenutasi a Los Angeles il 20 marzo 1952, il tecnico Gordon Jennings si aggiudicò un Oscar per i migliori effetti speciali per la sequenza in cui New York fu sommersa dalle acque, scena rigorosamente costosa e di difficile realizzazione all’epoca; mentre i direttori della fotografia John F. Seitz e W. Howard Greene ottennero una nomination per la migliore fotografia a colori, poi andato al musical Un americano a Parigi.

Il produttore George Pal prese in considerazione l’idea di continuare la storia adattando After Worlds Collide, secondo e ultimo romanzo di Wylie e Balmer basato sulla storia della Terra durante e dopo l’impatto con un gigantesco meteorite. L’ottima accoglienza agli Oscar convinse Pal a cominciare la pre-produzione, ma il produttore dovette temporaneamente bloccarla per dedicarsi ad un promettente progetto, La conquista dello spazio. Il film uscì nel 1955 e fu interamente finanziato da Pal, ma presto si rivelò un fallimento, e il produttore per mancanza di fondi dovette annullare l’atteso seguito. Negli anni 70 i produttori de Lo squalo, Zanuck e Brown, avviarono un avanzato progetto di remake del film, ma non se ne fece più niente, peccato.

Credits

Titolo originale: When Worlds Collide – Nazione: USA – Anno: 1951 – Genere: fantascienza – Durata: 83′ – Regia: Rudolph Maté – Sceneggiatura: Sydney Boehm – Fotografia: W. Howard Greene, John F. Seitz – Montaggio: Arthur Schmidt – Scenografia: Hal Pereira – Effetti speciali: Tim Barr, Harry Barndollar, Farciot Edouart, Gordon Jennings, Cliff Shirpser, Barney Wolff – Musiche: Leith Stevens – Produzione: George Pal, Cecil B. DeMille per Paramount Pictures.
Cast: Richard Derr: David Randall (Dario Mazzoli) – Barbara Rush: Joyce Hendron (Aurora Cancian) – Peter Hansen: dottor Tony Drake – John Hoyt: Sydney Stanton (Manlio Guardabassi) – Larry Keating: dottor Cole Hendron (Valerio Ruggeri) – Rachel Ames: Julie Cummings – Stephen Chase: dottor George Frye – Frank Cady: Harold Ferris – Hayden Rorke: dottor Emery Bronson – Sandro Giglio: dottor Ottinger (Renzo Stacchi).

In collaborazione con LatitudineZero – visioni mediatiche e realtà oniriche