In una Sassari invasa da personaggi di fumetti, libri, film, serie TV e videogiochi, il 5 e il 6 settembre si è svolta l’edizione 2015 di Sassari Comics and Games, una fiera del fumetto che vuole diventare importante nel panorama italiano del settore e che ha tutte le carte in regola per riuscirci.

La manifestazione organizzata dall’associazione Sassari Cosplay, oltre ad aver dato spazio ai giochi, ai fumetti e alla consueta gara cosplay, ha inaugurato quest’anno l’area panel, che ha visto avvicendarsi, davanti a un pubblico eterogeneo ma sempre interessato, numerosi ospiti tra cui fumettisti, disegnatori, scrittori e traduttori. Una particolare attenzione è stata posta, come è ovvio attendersi, alle produzioni sarde, ma non sono mancati ospiti provenienti dal resto d’Italia. E non è mancata la fantascienza, sia nell’area panel che per le strade della città, dove non era insolito imbattersi in dame in costume vittoriano appena scese da qualche veicolo a vapore, in Capitan America che vegliava su di noi affinché quei guastafeste dell’Hydra non turbassero la bella atmosfera di piazza d’Italia o in Doctor Who che si infilava di corsa nel suo T.A.R.D.I.S. per iniziare una nuova avventura. E laddove c’è fantascienza non poteva mancare qualcuno di Destinazione: Terra! e FantascientifiCast, che è stato anche media partner della manifestazione.

Gli eventi dell’area panel del primo giorno, il 5 settembre, dopo l’apertura ufficiale da parte del direttivo dell’associazione, sono proprio stati inaugurati da me nel ruolo di inviata di FantascientifiCast con la presentazione al pubblico intervenuto del nostro podcast e del nostro blog, seguita da quella della mia serie marziana, Deserto rosso, e del ciclo dell’Aurora. All’inizio i presenti sono stati un po’ timidi, ma col passare dei minuti sono diventati più partecipi con domande e osservazioni, dimostrandosi uno dei pubblici più interessati con cui abbia finora avuto a che fare, una caratteristica che si è ripetuta pressoché durante tutti gli altri panel.

La fantascienza ha continuato a essere un tema centrale nell’intervento successivo delle due traduttrici Flora Staglianò, presidente dell’associazione Deep Space One, e Gabriella Gregori, che hanno parlato degli errori più comuni presenti nelle traduzioni di romanzi, film, serie TV e videogiochi, con numerosi riferimenti al lavoro fatto dalla prima, tra gli altri, su Babylon 5 e sulle varie serie di Star Trek.A ognuno di noi è di certo capitato, guardando un film o una serie TV di fantascienza, di avvertire che ci fosse qualcosa di sbagliato nella frase pronunciata da un personaggio, qualche incongruenza rispetto al contesto, fino a espressioni che ci hanno strappato più di una risata. Durante questo interessante panel, in cui le due ospiti hanno illustrato il tortuoso percorso che porta il testo originale alla sua versione che si legge nell’edizione italiana o a quella pronunciata dai doppiatori, abbiamo avuto modo di capire l’origine di tali cantonate, in cui elementi come tempi stretti, budget ridotto, impossibilità di chi ci lavora di visionare il video originale, o nel caso di libri quella di interagire con l’autore, e simili problematiche intervengono dando spesso dei risultati inattesi, dei quali non è sempre semplice risalire alla causa e che spesso vengono scoperti quando ormai è troppo tardi. Quindi sappiate che, se a bordo di una nave della Flotta Stellare vi imbattete in un improbabile piatto di “gondole veraci”, non sempre la colpa è del traduttore! Flora Staglianò e Gabriella Gregori hanno poi avuto modo di approfondire l’argomento nell’ambito del workshop pomeridiano dedicato alla traduzione e all’adattamento dall’inglese.

In chiusura della sessione mattutina dell’area panel è infine intervenuto Emanuele Manco, curatore di Fantasy Magazine, per presentare la serie di ebook Urban Fantasy Heroes.

La fantascienza è subito ritornata nel primo pomeriggio con il collettivo Gnosis, composto da Antonio Porcu, George Kowalsky e Giuseppe Ruiu, che hanno presentato GAURRU-Z, una saga a fumetti con robot giganti e alieni supercattivi ambientata nientemeno che in Sardegna. GAURRU è qui inteso come l’acronimo di Gnosis Alien Ultimate Resistance Robotized Unit, ma, per chi non lo sapesse, il termine “gaurru” in sardo indica una persona particolarmente rozza e spesso viene usato con una connotazione ironica. Già questo fa capire al potenziale lettore che stiamo parlando a un fumetto che non si prende troppo sul serio, come d’altronde non fanno i suoi simpatici autori.

Sempre sul filone fantascientifico, i robottoni sardi hanno lasciato spazio alle splendide illustrazioni di Franco Brambilla, che ha presentato due progetti. Il primo è Invading The Vintage, nell’ambito del quale Brambilla ha inserito con maestria degli alieni all’interno di vecchie cartoline di suo nonno ma anche nelle immagini di vecchi film e serie TV di fantascienza, creando divertenti illustrazioni. Il secondo è I Mondi nel Cerchio, che è una serie di tre album che raccolgono le opere firmate da Brambilla apparse in tredici anni sulle copertine delle collane Urania Mondadori. Il cerchio del titolo infatti non è altro che lo spazio sulla copertina dei libri di Urania riservato all’illustrazione.A seguire si è tornati in area fumetto, con l’intervento di Walter Venturi, che ha parlato del suo lavoro per Sergio Bonelli Editore.

E subito dopo siamo atterrati su Mondo9, con Dario Tonani, autore della saga, Giuseppe Lippi, curatore di Urania Mondadori, e di nuovo l’illustratore Franco Brambilla. Durante questo panel dedicato all’uscita su Urania Millemondi di Cronache di Mondo9, i tre ospiti si sono alternati nell’illustrare alcuni aspetti della realizzazione di questo libro, incluso il lungo e complesso iter editoriale che, dopo diversi anni e collaborazioni con altri editori, l’ha portato fino a Mondadori. Tonani ha inoltre raccontato alcuni elementi del contesto in cui si muovono i personaggi di questa saga a metà strada che racchiude in sé elementi di steampunk e horror e che in questa sua ultima incarnazione include i due fix-up completi con tutte le novelette sia di Mondo9 che di Mechardionica. Si tratta della prima volta che un volume di Millemondi viene dedicato a un unico autore italiano e finora le reazioni del pubblico e della critica sono state abbastanza buone e, soprattutto, numerose. Il panel è stato poi concluso con un brindisi a base di grappa di formiche, una bevanda presente nella saga e realizzata da alcuni appassionati che l’hanno donata all’autore.

Gli ultimi due panel della giornata hanno visto una forte presenza sarda. Il primo è stato la presentazione del fumetto web di genere noir Rusty Dogs, con Emiliano Longobardi, Mauro Mura e Massimo Dall’Oglio, rispettivamente di Sassari, Alghero e Cagliari, Pier Gallo, che vive a Porto Torres, e Walter Venturi. Il secondo è stato tenuto da Dany Serri e Dany Orrù, alias Dany&Dany, fumettiste e illustratrici di Cagliari, che hanno raccontato della loro collaborazione con Andrea Atzori per la creazione delle illustrazioni della sua trilogia fantasy young adult Iskìda della Terra di Nurak, ambientata in una terra misteriosa che si ispira all’antica Sardegna nuragica.

La serata del 5 settembre si è quindi conclusa con il concerto del gruppo Final Fantasy Italian Project, che ha suonato dal vivo le musiche del videogioco Final Fantasy.

Il secondo giorno della manifestazione ha visto il ritorno nell’area panel di alcuni protagonisti di quello precedente, a partire da Giuseppe Lippi, che ha presentato la raccolta edita da Mondadori Tutti i racconti di Howard Philips Lovecraft, grande autore horror dei primi decenni del ’900 e precursore della fantascienza angloamericana, e il saggio Il futuro alla gola, pubblicato da Edizioni Profondo Rosso nel 2014, che racconta la storia dal 1952 al XXI secolo di Urania, la collana di cui è curatore dal 1989.

Nel pomeriggio è stata la volta di Massimo Dall’Oglio, che ha illustrato al numeroso pubblico cosa significa fare fumetti. Dall’Oglio, dopo aver mostrato alcuni suoi lavori recenti, tra cui le illustrazioni ispirate a The Martian che ha realizzato per Wired USA e il fumetto Lost Planet basato sull’omonimo videogame, si è soffermato a spiegare le fasi del suo lavoro a partire da una tavola della sceneggiatura di un albo di Nathan Never fino al fumetto finale. Attraverso le immagini ci ha fatto capire in cosa consiste il lavoro creativo del fumettista, che interpreta la storia e le emozioni dei personaggi, anche quando si tratta di robot, attraverso l’uso delle sfumature dal bianco al nero, le proporzioni dei vari elementi all’interno della vignetta, la posizione e la direzione degli sguardi dei personaggi, fino a creare un insieme ben definito, dove ogni dettaglio è lì perché voluto e perché ha un suo scopo preciso, che guida il lettore nella fruizione del fumetto, spingendolo alla sua lettura esattamente nel modo deciso dal fumettista.

Dopo questa lunga parentesi fumettistica, il panel successivo ha visto il ritorno della narrativa fantasy, con Stefano Dicati e il primo libro della sua trilogia La leggenda del sole di Gaiya.

L’evento di chiusura dell’area panel è stato tenuto da Emanuele Manco, che in compagnia di Gianluigi Gatti ha parlato di cinecomics. Gli ospiti hanno ripercorso l’invasione del cinema da parte dei personaggi dei fumetti di Marvel, Disney e DC Comics, incluse le rispettive strategie con cui viene gestito questo mercato, che negli ultimi anni sta raggiungendo il suo culmine e pare proprio non avere alcuna intenzione di fermarsi.

Durante le ultime battute dell’ultimo panel, nella piazza gremita dal pubblico iniziava l’evento clou della manifestazione, la gara dei cosplayer, che si sono sfidati durante la serata in un’esibizione di un minuto.

Dopo la proclamazione dei vincitori, che è seguita all’esibizione di Oleander The Weird, la serata è continuata nella notte col dj set Anime Night di DJ Mishi e lo show di fuoco e luci di Gionata Feuer Frei, che hanno salutato la fine di una manifestazione riuscitissima.Ma questo saluto non è stato un addio, bensì un arrivederci all’anno prossimo, quando Sassari verrà di nuovo invasa dalla magia, dai giochi, dai fumetti… e anche dalla fantascienza.