PIOVONO GIUDIZI IMPIETOSI DA PARTE DEI NERD SUL TRAILER DI “SUPERGIRL”, E COME POTEVA ESSERE ALTRIMENTI?

Piovono giudizi impietosi da parte dei nerd sul trailer di Supergirl, e come poteva essere altrimenti? Addirittura, c’è stato chi – supponendo il target “femminile” della serie – diceva che i nerd non lo possono apprezzare, ma le ragazze sì. La verità è che per molti versi la serie potrebbe essere classificata direttamente con un “no, no, NO!”, e direttamente con il pilot. L’ultima volta che mi è successo è stato con Olympus ma, beh, quelli sono proprio altri livelli.

Vedere che DC aveva ceduto i diritti di Supergirl alla CBS al posto che a The CW (che si è già occupata di Arrow, Flash e Gotham) mi aveva dato speranza. Innanzitutto di avere a che fare con un prodotto non adolescenziale (che è poi il target fondamentale di The CW), magari un po’ troppo procedurale, magari non proprio eccellentissimo, ma comunque valido. Non nasconderò che ho lasciato Arrow alla terza puntata (dovevo abbandonarlo al pilot giusto perché non lo chiamano Green Arrow); non dirò che Flash mi è piaciuto; né cercherò di camuffarmi da amante della DC – che ho sempre trovato molti passi dietro alla Marvel. Però da qui al “Eterni, è del tutto insipido!” ne passano di giudizi.

Supergirl invece è così insignificante, che lo si può bocciare in partenza. Perché non è Supergirl. Da serie TV o film sui supereroi non ho mai preteso fedeltà assoluta ai rispettivi fumetti, è impossibile a causa della netta differenza implicita nello strumento narrativo. Ho sempre preteso, però, che almeno l’anima del supereroe venisse rispettata e trasposta in modo corretto.

Supergirl non è neppure mai stata la mia supereroina preferita, però ho sempre rispettato la testata perché – in confronto all’odioso Superman – la sua storia non solo ha senso, ma anche dei punti di grande interesse… come quando si unisce alle Lanterne Rosse, senza contare il fatto che è per lo più ambientata nello spazio. Kara Zor-El è una bambina che ha dovuto diventare in fretta una donna, in un mondo sconosciuto, che non era in grado di comprendere, prendendo legnate sui denti e rialzandosi, ogni volta. In più punti avremmo potuto ritrovarcela come villain, invece (a premiare la scelta degli autori) è sempre riuscita a dirigere la sua rabbia e la sua frustrazione per creare qualcosa di positivo. Emblematico, appunto, il suo ingresso nelle Lanterne Rosse.

CBS ha reso la Kara con qualcosa da dire, una giovane donna confusa sulla sua identità e sul suo ruolo nel mondo. Il che poteva pure starci, è un pilot, è un incipit: alla fine, ‘sti sceneggiatori poveretti devono pur sempre mandare avanti uno show, un punto di partenza vale l’altro (circa) e tanto lo si deve lasciare allo sviluppo della trama. Quello che non è accettabile (e mi sono lamentata della stessa cosa parlando di Claire di Dominion) è cambiare idea quattro volte nel giro di una puntata: ecco, questo è il genere di personaggio che detesto. Soprattutto se questa caratterizzazione viene data ad una donna protagonista. Il fatto che Kara disponga di “enormi poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale” non fa che peggiorare la situazione e spero che CBS corra presto ai ripari, per dare un altro tipo di svolta. Dubito che questo accadrà, abbattuta nel vedere che, non solo Kara è indecisa, ma pure sua sorella cambia parere come cambierebbe un vestito.

Che poi… spero che CSB corra presto ai ripari: ma solo a me è venuto il dubbio che il pilot di Supergirl non sia esattamente sfuggito? Solo io questa fuga la vedo come un sondaggio di mercato? Pensieri complottisti, lo so, ma il mondo della serialità è spietato e perdere il pilot può essere comunque un metodo interessante per sondare le reazioni del pubblico e aggiustare il tiro di conseguenza. In fondo, fino al 26 ottobre manca ancora molto tempo.

In ogni caso, se la serie sarà come il pilot, io vorrei morire ora: davvero non sentivo il bisogno di una Kara trasformata nella tipica americana leggera, confusa, frustrata a causa di un lavoro che non le piace, incapace di vestire con gusto, con l’amico friendzonato, il tipo figo, il capo esigente, e bla bla bla. Se volessi una serie TV così… beh, c’è l’imbarazzo della scelta, non serviva aggiungere l’ennesima accompagnandola con condimento di supereroina.

La più grossa critica che ho da fare va però alla sceneggiatura. Perché poteva pure starci che Kara, non mascherata, impedisse lo schianto di un aereo, ma se nessuno la riconosce perché il gas di scarico dei motori le ha sporcato i capelli biondi rendendoli castani credo sia già arrivato il momento di dare agli sceneggiatori una botta in testa come premio per la trovata “geniale”. Io dico, ma che si sono fumati questi? Ma davvero pensano sia plausibile? Una serie in cui vedo grossolanità di questo genere è una serie che, a mio parere, non è stata curata con la giusta attenzione o non è stata data in gestione a persone che ne sappiano qualcosa. In più, parliamo di un prodotto tratto da una serie DC, quindi a tutto questo c’è da aggiungere la delusione cocente per non aver visto qualcosa di puntato al target nerd, ma alla tipica adolescente americana (e Supergirl non è assolutamente un fumetto rivolto alle adolescenti americane!).

Cosa si salva per un nerd? Niente.

Cosa si salva per una nerd? Niente. Da ragazza posso dire che una cosa del genere mi fa sentire offesa per come è stato trattato un buon fumetto DC, per piegarlo malamente a rispecchiare i gusti di un pubblico in origine non incluso nel target del comics. Non che ci sia qualcosa di male in questo, i prodotti campano proprio perché catturano un pubblico più ampio possibile… ma non c’è alcun rispetto per l’anima di Supergirl.

Aspetterò ottobre e tre puntate per far cadere, come da rito, la mannaia sulla testa di questa serie e rimuoverne per sempre l’esistenza dal mio disco di memoria.

Mi rendo conto comunque di quanto sarebbe carino se i non addetti ai lavori (i non nerd, insomma) smettessero di idealizzare Supergirl come un Superman al femminile, con tutte e soltanto le sue qualità e un po’ di femminilità (da dover debitamente mostrare con microgonne, stivalazzi e scollature vertiginose). Molte supereroine nate come controparte dei supereroi che le hanno precedute si distaccano parecchio dalle caratterizzazioni di questi ultimi, e a volte – come nel caso di Kara – diventano non solo personaggi con storyline autonome, ma anche molto più profondi.