LA COLLABORAZIONE TRA CASE DI PRODUZIONE SUDCOREANE E GIAPPONESI DARÀ VITA A QUESTA SINGOLARE PELLICOLA.

Il 1967 è un anno prolifico per la fantascienza giapponese con protagonisti i kaiju, e oltre a Toho e Daiei ci provano anche le altre case di produzione, tra cui la coreana Kuk Dong Film e la Toei, quest’ultima nota per aver prodotto anime distribuiti il tutto il mondo. La collaborazione darà vita ad una singolare pellicola nota in Italia come Yongari il più grande mostro.

Appena cominciato il suo sospirato viaggio di nozze, un giovane pilota spaziale viene richiamato d’urgenza in servizio per controllare un importante test nucleare. Durante lo svolgimento della delicata operazione, dopo l’esplosione del missile, s’interrompono inspiegabilmente le comunicazioni tra il pilota e la base. In quel momento viene individuato l’epicentro di un grosso terremoto, provocato proprio dall’esplosione nucleare, che si abbatterà presto sulle coste della Corea. Ma il terremoto non è la minore delle conseguenze dell’esperimento. Ben presto gli abitanti del paese non potranno che assistere inermi alla furia distruttrice di Yongari, un inarrestabile ed enorme mostro sorto dalle viscere della terra. Solo le sorprendenti e geniali intuizioni di un ragazzo potranno salvare il mondo dal gigantesco Yongary…

A Monster from another age… with terrifying destructive powers…
– tagline edizione USA

Il plot è semplice, basato sul classico mostro gigante che si risveglia creando scompiglio. L’unico che riesce a comprendere la bestia e a rabbonirla è un bambino, tramite un magico apparecchio inventato da uno scienziato. Il piccolo non riesce però a evitare che lo pseudorettilone cornuto (per altro morfologicamente molto simile a Godzilla) venga ucciso. Il film presenta al grande pubblico il mostro Yongari (Yongkari nell’edizione originale), ispirato ad alcune leggende giapponesi e coreane, le stesse che servirono come punto di partenza per la creazione di Baragon in Frankenstein alla conquista della Terra (1965).

Yongari alla pari dei suoi “colleghi” Hedora (Godzilla furia di mostri, 1971) e Dagara (Mosura 2 Kaitei No Daikessen, 1997), si nutre di sostanze tossiche, nella fattispecie petrolio e suoi derivati. La bestia inoltre è dotata di un corno che genera raggi d’energia e alito infuocato. La trama si snoda tra alti e bassi mantenendo sempre un livello mediocre. Yongari il più grande mostro non si fa certo ricordare per trovate pirotecniche o grandi invenzioni di regia, ma certo si è automaticamente consegnato al mondo del trash.

Nonostante il film ci riporti nelle atmosfere cupe di Attenzione! Arrivano i mostri (1966), con il mostro in azione spesso di notte, e una recitazione di taglio drammatico, i produttori cercarono comunque di introdurre nella pellicola tutti gli elementi che avevano fatto la fortuna delle serie Gamera e Godzilla. Lampante il richiamo alla testuggine volante della Daiei quando, grazie a un raggio creato da uno scienziato, Yongari verrà quasi addomesticato da un bambino.

Credits

Titolo originale: Taekoesu Yongkari – Paese di produzione: SKR – Anno: 1967 – Genere: kaiju eiga – Durata: 80′  – Regia: Kim Ki-duk – Sceneggiatura: Kim Ki-duk – Fotografia: Byeon In-jib – Musiche: Nam Jeong-im, Jeon Jeong-Keun – Effetti speciali: Ei Suzuki, Park Jin-soo – Produzione: Keukdong Entertainment Company.
Cast. Seo Yun-sung – Oh Yeong-il – Lee Kwang-ho.

In collaborazione con LatitudineZero – visioni mediatiche e realtà oniriche